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Il problema dell’alito cattivo è certamente molto delicato nell’ambito della salute e del benessere. Noto anche come alitosi, l’alito cattivo è un disturbo che interessa il 50% della popolazione, con diversi livelli di severità.

L’alito cattivo non colpisce solo chi ne soffre, ma anche le persone che lo circondano. Alcuni vivono la loro vita quotidiana completamente all’oscuro di questo problema, a meno che non venga loro detto. Ciò procura disagio e imbarazzo.

Se voi o una persona a cui volete bene soffre di alito cattivo cronico, non c’è da preoccuparsi. Per risolvere il problema occorre innanzitutto sapere che i rimedi classici, come il collutorio, possono agire solo in parte. Occorre piuttosto cambiare stile di vita e alimentazione per affrontare questa condizione in maniera completa.

I collutori
Molti collutori oggi in commercio contengono biossido di cloro. Anche se promettono di rinfrescare l’alito fino a 6 ore, uno studio indipendente ha dimostrato che questa sostanza ha questa azione per un periodo tra i 4 e i 42 minuti. Se da un lato questo prodotto si concentra sull’alterazione della composizione dei gas, dall’altra non fanno nulla per fermare i batteri che causano l’alito cattivo.

Una soluzione migliore può essere quella di utilizzare oli essenziali come timo, menta piperita ed eucalipto. Diversi studi, tra cui uno condotto presso l’Università Rochester Eastman Dental Center di New York, ha rilevato che questi rimedi naturali riducono l’infiammazione e la placca che stanno alla base dell’alito cattivo.

Un altro studio pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology ha riferito che utilizzando un collutorio a base di oli essenziali può ridurre la presenza di Streptococcus mutans, un ceppo che causa le carie, del 75%. Questi oli sono anche in grado di prevenire l’alito cattivo per un massimo di 3 ore, eliminando i germi che producono odore nella bocca.

Un’altra tecnica naturale in grado di promuovere la salute orale ha origine dall’antica tradizione ayurvedica. Si fa fluire dell’olio in bocca e lo si tiene per 20/30 minuti. Questa pratica uccide i batteri patogeni, promuove un’igiene orale ottimale e disintossica il sistema. Il migliore è l’olio di cocco.

A questo punto sorge però un altro dilemma. Se i collutori in commercio e gli oli naturali funzionano solo temporaneamente, non si affronta davvero la causa originaria dell’alito cattivo. In poche parole, non esiste alcuna scorciatoia per trattare questa condizione. E’ necessario quindi capire cosa causa il problema, affinché questo possa scomparire completamente.

Cattiva igiene orale e metabolismo microbico in bocca
Nella maggior parte dei casi, l’alitosi nasce dai microbi che inducono il cattivo odore e risiedono tra denti e gengive, oltre che sulla lingua. Può anche essere causata da batteri delle gengive.

Le malattie delle gengive possono essere di due tipi: gengivite e parodontite. Se non trattata subito, la gengivite può degenerare in parodontite, che letteralmente significa “infiammazione intorno ai denti”. Entrambi i tipi rappresentano un’infiammazione su vari livelli. Circa il 10% della popolazione soffre di malattie alle gengive accompagnate da alitosi.

Alito cattivo indotto da malattie gengivali possono causare diverse problematiche.

Le persone che ne soffrono spesso presentano degli spazi tra i denti e le gengive, dove il cibo si blocca, causando una proliferazione di batteri.
Nei casi più gravi, le persone sperimentano anche il sanguinamento delle gengive e l’alito cattivo può originare dalla decomposizione del sangue.
E’ molto importante seguire le corrette pratiche di igiene orale per evirare che i batteri si accumulino in bocca.



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Alcune abitudini collegate all’alito cattivo
Oltre ad essere il risultato di una scarsa igiene orale, l’alito cattivo può sorgere come conseguenza di alcune abitudini. Per esempio, assumere dei farmaci espone ad un ampio numero di composti chimici sintetici, che probabilmente sono collegati ad un’altra ampia varietà di effetti secondari, tra cui la bocca secca.

E’ importante non confondere la secchezza della bocca con l’alito cattivo. Descritta come xerostomia, questo disturbo si verifica quando la produzione della saliva è ridotta. Secondo uno studio pubblicato nel 2000, più di 600 farmaci sono in grado di sopprimere la produzione di saliva. Tra di essi ci sono antidepressivi, diuretici e aspirine.

Purtroppo, la saliva gioca un ruolo significativo nella prevenzione dell’alito cattivo, poiché aiuta ad eliminare i germi dalla bocca. Se si sospetta che la causa dell’alito cattivo sia l’assunzione di farmaci, sarà utile consultare il medico su come regolarli.

Un’altra abitudine che porta secchezza alla bocca, e spesso alito cattivo, è quella di respirare attraverso la bocca.

Inoltre, russare può peggiorare la secchezza e l’alito cattivo. Un’altra causa è l’assunzione di alcol.

Altre abitudini possono generare l’alitosi, come il fumo e mangiare alcuni cibi. L’alitosi indotta dalle sigarette è sicuramente una delle forme più gravi. I sigari contengono diverse sostanze chimiche che possono risultare nel cattivo odore dell’alito.

Cambiare queste abitudini sarà di aiuto per risolvere il problema e prevenirlo.

Infine, c’è un’altra causa importante che molti non associano all’alito cattivo.

La causa più ignorata dell’alito cattivo e di altri disturbi
Un sistema digerente sano è fondamentale per una salute generale ottimale. Nell’intestino risiedono diverse migliaia di miliardi di batteri benefici, che influenzano molte funzioni dell’organismo, tra cui il sistema immunitario. Gli studi dimostrano che circa l’80% per cento delle cellule immunitarie si trovano nell’intestino.

Il rapporto tra batteri buoni e cattivi è un indicatore fondamentale della condizione di salute. L’intestino dovrebbe avere un equilibrio vicino all’85% di batteri buoni e il 15% di cattivi. Uno squilibrio può predisporre ad un ampio numero di problemi di salute molto peggiori dell’alito cattivo e del cattivo odore.

Avere una flora intestinale malata può rendere vulnerabili alle condizioni di salute legate all’alito cattivo. Un alito che odora di pesce può suggerire problemi renali, mentre un’alito maleodorante e fruttato può far pensare al diabete.

Ecco perché è essenziale avere una gran quantità di batteri benefici.

Ciò che compromette l’equilibrio intestinale è un’alimentazione ricca di cibi elaborati, che contengono zuccheri. Lo stesso vale per gli antibiotici, che uccidono sia i batteri buoni che cattivi, il consumo di carni da allevamento intensivo, il consumo di acqua addizionata di sostanze chimiche come il cloro e l’utilizzo intenso di saponi antibatterici.

Un’alimentazione ideale per mantenere sana la flora batterica sarà a base di cibi integrali non industriali (un terzo di cibi crudi, alimenti biologici, carboidrati vegetali, grassi sani come l’olio di cocco) e cibi fermentati (kefir e yogurt, verdure fermentate come cavoli, rape e melanzane).

Inoltre, sarà necessario mantenere una corretta igiene orale, ricorrendo sia allo spazzolino che al filo interdentale per promuovere un ambiente sano in bocca e impedire l’alito cattivo.

La chiave per curare e prevenire l’alito cattivo cronico è quello di determinarne prima di tutto la causa principale e affrontarla a testa alta. Ottimizzare la flora intestinale aiuterà a prevenire il problema, rafforzando il sistema immunitario e bilanciando la popolazione di batteri nell’intestino.

Fonte
Photo 2 by juliaf

Fonte: Articolo in lingua italiana a cura di generazionebio.com.

Disclaimer: Le informazioni diffuse dal sito non intendono e non devono sostituirsi alle opinioni e alle indicazioni dei professionisti della salute che hanno in cura il lettore, l’articolo è solo a scopo informativo.

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