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di Marco Paretti

Il colpo più duro alle chiamate di spam potrebbe arrivare proprio dai produttori di smartphone e, in particolare, da Google. È infatti l’azienda di Mountain View ad aver rilasciato un aggiornamento dedicato ai suoi smartphone che consentirà al software di individuare autonomamente la provenienza sospetta di una chiamata.

Il colpo più duro alle chiamate di spam potrebbe arrivare proprio dai produttori di smartphone e, in particolare, da Google. È infatti l’azienda di Mountain View ad aver rilasciato un aggiornamento dedicato ai suoi smartphone – quelli della serie Nexus e Android One – che consentirà al software di individuare autonomamente la provenienza sospetta di una chiamata per poi segnalarlo immediatamente al ricevente. L’aggiornamento è infatti dedicato all’applicazione Telefono, quella, cioè, che viene utilizzata per effettuare e ricevere chiamate all’interno degli smartphone dotati di sistema operativo Android.

La novità sta raggiungendo tutti i dispositivi Nexus e Android One – la linea “low cost” dedicata ai paesi emergenti – compresi Nexus 6P e Nexus 5X. La funzionalità rappresenta un’estensione del sistema di riconoscimento dei numeri di Google, che solitamente aiuta a segnalare le attività e i negozi non inseriti all’interno della propria rubrica ma il cui numero è presente nei registri di Big G. Con il nuovo aggiornamento l’app Telefono controllerà il numero del chiamante e segnalerà quelli associati alle chiamate di spam, consentendo agli utenti di rifiutarle o non rispondere.

Il software offrirà persino la possibilità di bloccare definitivamente il numero, impedendogli di contattarci nuovamente. Allo stesso modo, i numeri potranno essere segnalati in una whitelist nel caso in cui siano erroneamente finiti nella lista nera di Google. Chi non ha uno smartphone della serie Nexus o Android One, però, dovrà affidarsi a soluzioni di terze parti, in particolare TrueCaller, un’applicazione basata sulle stesse premesse del nuovo aggiornamento. Su iOS, invece, soluzioni di questo tipo potrebbero arrivare con l’uscita di iOS 10, che per la prima volta aprirà parte del sistema operativo degli iPhone a soluzioni di terze parti.

Fonte: tech.fanpage.it