2356CanapIrpina è un’associazione nata da poco, ma piena di buoni propositi alimentati da giovani menti che hanno capito le potenzialità di questa pianta a 360 gradi. Costituitasi il 26 di marzo ha come obiettivo il ripristino della filiera della canapa industriale tramite un circolo virtuoso di sviluppo economico inerente la canapa e le sue potenzialità che spaziano in svariati settori quali: edilizia, alimentazione, zootecnia, tessile, medicale e protezione del suolo.

CanapIrpina2“La vocazione agricola irpina – raccontano i ragazzi – è stata col tempo dimenticata e potrebbe ritrovare rinnovato slancio dalla messa in opera di nuove colture che, affiancandosi a quelle tradizionali, apportino valore aggiunto in campo ecologico ed economico. La canapa sativa è una di queste colture ed esprime le sue maggiori potenzialità in un settore che sarà il segno distintivo di tutti gli altri: l’ecologia”




I ragazzi hanno già seminato un campo sperimentale con la varietà Felina 32 innanzitutto per partire e dimostrare agli agricoltori che è possibile coltivare canapa e inserirla a rotazione nelle coltivazioni. L’obiettivo è appunto quello di contribuire alla rinascita di una nuova economia verde puntando sull’alto valore ecologico e ambientale che un’operazione del genere può portare diventando il punto di riferimento di contadini ed agricoltori della zona con un esempio di economia diffusa e partecipata per crescere tutti insieme.

CanapIrpina4“Numerosi studi – raccontano i ragazzi – e in particolare quello effettuato dal Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA) dimostrano che la canapa, grazie alle sue qualità di fitorisanamento del suolo, si presta ad assorbire, degradare e stabilizzare le sostanze inquinanti presenti nel terreno, risanandolo ed evitando l’inquinamento delle falde acquifere. Volturara Irpina, grazie alla sua posizione e situazione ecologica, costituisce il sito ideale per la realizzazione di un progetto che rilanci ecologicamente e/o economicamente il paese”.

La neonata associazione è già al lavoro per realizzare un progetto pilota per la bonifica della Piana del Dragone mediante la coltivazione della canapa stessa e, accanto alla sperimentazione agricola, favorire la creazione della filiera per offrire a breve termine i primi prodotti a base di canapa.




“Nella Piana del Dragone si trova il bacino idrogeologico più grande del Mezzogiorno, che ha un’importanza fondamentale e le condizioni attuali del territorio non sono ecocompatibili a causa dell’inquinamento dovuto alla zootecnia, alle discariche ed all’agricoltura che fa ampio uso di diserbanti e fitofarmaci. Il tutto mentre il Comune ha in progetto di ricostruire il depuratore che non funziona molto bene. Ma nessuno sta pensando a come risolvere l’inquinamento regresso: il nostro obiettivo è appunto quello di ripulire un territorio così importante grazie alla canapa”.

Mario Catania

 

Fonte: www.canapaindustriale.it