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– di Vincenzo R. Spagnolo –

Evitare che le eccedenze di cibo e farmaci finiscano fra i rifiuti e distribuirle ai più bisognosi. Una “buona pratica” chiesta da anni dall’associazionismo sociale e che, da ieri sera, è diventata legge dello Stato.

Lo ha stabilito il Senato approvando in via definitiva (con 181 sì, 2 no e 16 astenuti) il disegno di legge numero 2290, già licenziato a marzo dalla Camera dei deputati. Soddisfatto il premier-segretario Matteo Renzi, che ritwitta il messaggio dei senatori dem: «Basta spreco alimentare. Il Senato approva una legge di grande portata etica ed economica».

Anche il ministro e il viceministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina e Andrea Olivero, esultano: «Raccogliamo l’eredità di Expo – dice Martina –, con l’obiettivo di recuperare 1 milione di tonnellate di cibo l’anno». Parlamento e governo, aggiunge Olivero, «stringono una alleanza in favore delle persone meno fortunate , con un provvedimento costruito insieme al Terzo Settore, a enti caritativi come Caritas, Banco Alimentare e Sant’Egidio, da sempre al servizio degli ultimi».

Il testo, partito dalla Camera («All’inizio non ci credevano in molti», ricorda la deputata dem Maria Chiara Gadda), si propone di limitare gli impatti negativi sull’ambiente ed educare i cittadini a una cultura anti-sprechi: «In Italia 5 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, ogni anno, finiscono nella spazzatura – sottolinea la senatrice del Pd Maria Teresa Bertuzzi – Sono 8 miliardi di euro, mezzo punto del Prodotto interno lordo». La legge finanzia i Comuni con un milione di euro l’anno, dal 2016 al 2018, per progetti finalizzati a ridurre gli sprechi. Altri 2 milioni andranno al Tavolo degli indigenti, presso il Mipaf, per l’acquisto di alimenti da donare ai poveri (si inizia con un bando Agea per l’acquisto di latte).



Donare diverrà più semplice con disposizioni di carattere tributario e finanziario, che si aggiungono a quelle della legge di Stabilità 2016 (che ha alzato la soglia di comunicazione della donazione da 5 a 15mila euro). Le eccedenze, anche di prodotti agricoli o d’allevamento, dovranno essere prioritariamente destinate al consumo umano, mentre quelle non adatte all’uomo andranno ad animali e altre destinazioni, come il compostaggio.

Nel caso del pane (in Italia, ogni giorno, su 72mila quintali se ne buttano via 13mila), i prodotti invenduti nelle 24 ore potranno essere donati. Fra i pochi astenuti in Aula, i senatori di Conservatori e Riformisti, che con Piero Liuzzi lamentano la mancanza di sanzioni. Ma Olivero rivendica il fatto che non sia stata seguita «la logica punitiva della Francia, che recupera e ridistribuisce molto meno di noi. Abbiamo scelto di agevolare chi dona».

Commenti positivi dal mondo del sociale: «Così si potrà dar maggior aiuto a 8mila strutture caritative che assistono 1.560.000 bisognosi, di cui quasi 135.000 bambini»,osserva la Fondazione Banco Alimentare, mentre per Andrea Segrè di Last Minute Market «lo spreco migliore è quello che non si fa».

Nel caso dei farmaci, la legge autorizza la donazione alle Onlus di medicinali non utilizzati e non scaduti (ma escludendo stupefacenti o sostanze dispensabili solo in ospedale) che potranno distribuirle gratuitamente direttamente ai bisognosi (con ricetta medica, se necessaria) a patto che dispongano di personale sanitario.

Fonte: Avvenire

Tratto da: www.informarexresistere.fr








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