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https://www.sapereeundovere.comRUSSIA – “‘Zero hanno pagato, zero riceveranno’, sintetizza il portavoce Serghej Kuprjanov. Da ieri mattina alle 10, ora di Mosca, Gazprom ha chiuso i rubinetti all’Ucraina o, come preferisce dire il monopolio russo del gas, ‘nel pieno rispetto del contratto vigente tra le parti e’ passato alla modalita’ di pagamento anticipato con Naftogaz’, la compagnia energetica ucraina.

Niente piu’ gas a credito. Cosi’, ora, alla guerra che Kiev si trova ad affrontare nelle regioni orientali si aggiunge quella del gas con Mosca. In mezzo, ancora una volta, si ritrova l’Europa, che riceve da Mosca attraverso l’Ucraina il 15% del proprio fabbisogno e teme un blocco dei flussi.




‘Gazprom – chiarisce il monopolio russo – conta sul rigoroso rispetto da parte di Naftogaz dei propri obblighi contrattuali in materia di gas verso Paesi terzi’. Non deve succedere, in sostanza, che gli ucraini si approprino illegalmente del gas che passa dalla loro rete per finire in Slovacchia e da li’ al mercato europeo, primo cliente di Mosca.

Gazprom, si affrettano ad assicurare i russi, ‘ha gia’ fatto, e continuera’ a fare, i maggiori possibili sforzi per prevenire le interruzioni potenziali del transito per i suoi clienti europei’.

Da Bruxelles, la Commissione europea ha spiegato che finora non sono state registrate interruzioni delle forniture verso l’Europa, ma ha ammesso che le riserve ucraine sono relativamente basse: 13,5 miliardi di metri cubi rispetto ai 18-20 miliardi previsti alla fine dell’estate per passare indenni l’inverno.




‘Le prossime settimane non saranno problematiche, riceveremo i volumi di gas normali’, ha detto il commissario all’Energia Gunther Oettinger, mediatore tra russi e ucraini: ma se l’Ucraina attingera’ ora alle proprie riserve ‘avremo un problema in caso di inverno rigido’.

Con le scorte di gas contenute nei depositi sotterranei Kiev dovrebbe arrivare a meta’ settembre: ‘Eravamo pronti – ha spiegato il ministro dell’Energia ucraino Yuri Prodan – saremo affidabili nella fornitura di gas ai consumatori ucraini e nel transito verso la Ue’.

Quanto all’Europa, secondo la Gas Infrastructure Europe attualmente le riserve di gas dei Ventotto sono pari al 64,4% del totale, ‘un livello leggermente piu’ elevato degli anni passati’. Ma la Russia ha avvertito che blocchera’ le forniture verso l’Europa, se l’Ucraina tentasse di recuperare per se’ il gas che l’attraversa, potenziando invece le forniture che passano per altre strade, i gasdotti Nord Stream (dal Baltico alla Germania) e Yamal (attraverso la Bielorussia).

Il commissario Oettinger e’ fiducioso che un accordo si trovera’ ma, per ora, la Russia ha respinto la sua proposta di compromesso che prevedeva il pagamento immediato dei debiti arretrati per un miliardo di dollari, con il resto da versare entro fine anno in sei rate. E un doppio prezzo del gas: 300 dollari per mille metri cubi in estate e 385 dollari in inverno. L’ultima offerta di Mosca invece e’ 385 dollari, Kiev li accetterebbe forse se solo fossero fissati in un contratto. Ma il piano dei russi, accusa il premier ucraino ad interim Arseniy Yatsenyuk, ‘e’ distruggere l’Ucraina. Non si tratta di gas: questo e’ solo un altro passo contro lo Stato ucraino e la sua indipendenza’”

In verità, l’enorme debito del gas contratto dall’Ucraina non lascia spazo a questa interpretazione che vorrebbe la Russia colpevole di usare la leva dei pagamenti di questa fornitura per “distruggere” l’Ucraina. Semplicemente, è una somma colossale per la quale qualsiasi creditore – se non fosse pagato – interromperebbe la fonitura, non fosse altro per limitare il danno. Per un debito inferiore, gli Stati Uniti hanno ottenuto da tribunali di New York il default dell’Argentina, ovviamente senza prestare altro denaro a questo Stato sudamericano.

Fonte ilnord.it

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