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1351Le notizie che troviamo sui Main Stream sono spesso filtrate o modificate dalle autorità, e non è mica sempre un male, si pensi per esempio a quando la polizia decide di non svelare alcuni elementi di un’inchiesta per non avvantaggiare un eventuale omicida e proteggere le indagini. Si dà quindi un’informazione provvisoria alla stampa e le autorità continuano le indagini in modo meticoloso e discreto. I tempi sono decisamente cambiati. Oggi si sa tutto subito anche sui fatti più sensibili, dal giorno del disastro Germanwings ci troviamo quindi ad apprendere una narrazione quasi univoca sulla natura del disastro, una spiegazione che però vista alla lente d’ingrandimento assomiglia piuttosto ad una sequenza di teorie. Vediamone alcune.

La teoria dello schianto
Si parla subito dello schianto sulla montagna come di un fatto certo, provocato dall’atto volontario del copilota che ha fatto precipitare l’aereo. Ma è difficile accettare questa versione senza interrogarsi sulla singolarità della scena presentata dai media, una distesa di scartoffie dove non si distinguono chiaramente i pezzi dell’aereo e non si vedono i corpi delle vittime. Cosa può aver reso questo crash così diverso da quelli che già si conoscevano, cioè con grossi pezzi del velivolo e resti umani ovunque? Se il Germanwings che abbiamo visto sparso sulla montagna è quello vero, potrebbe anche essere esploso prima dello schianto, perché i resti coprono un’area molto vasta e la loro posizione non è coerente con un crash. Non c’è traccia per esempio delle due grandi turbine e i frammenti della carlinga sono troppo piccoli. La mancanza di rottami e di corpi indica che lo schianto non è provato e che al momento costituisce una mera teoria. Ma per le autorità è provato, per la stampa è provato. Curiosamente il Daily Mail prima riporta “testimoni hanno sentito un’esplosione e visto due caccia militari scortare il velivolo” e pochi minuti dopo elimina questo passaggio dall’articolo. In pratica il Daily Mail fa sparire pezzi, non dell’aereo, ma della narrazione dei fatti, non è la prima volta..


Sopra: le ricerche tra i detriti dell’aereo della Germanwings.
Foto Anne-Christine Poujoulat © Getty. Fonte: 
The Guardian



La teoria del pilota suicida
Ovvero la teoria del complotto di un pilota contro 149 persone. Lubitz aveva previsto tutto? Cosa sarebbe successo se il primo pilota non fosse andato alla toilette?
Se Lubitz soffriva davvero di depressione perché avrebbe deciso di suicidare con lui altre 150 persone? Questa non sembra depressione, sembra più una una schizofrenia omicida, magari provocata da una grande delusione amorosa o da una serie prolungata di vessazioni nel quadro familiare o professionale. Infatti ci sono numerosi esperti in psichiatria che pur riconoscendo che il depresso ha più tendenza a commettere atti violenti rispetto a una persona sana, evidenziano l’estrema rarità di atti di violenza compiuti da persone affette da depressione. I colleghi di Lubitz inoltre lo descrivono come una persona perfettamente normale. La storia del pilota depresso quindi non ha valore di prova malgrado sia stata diffusa da tutti i media, ha solo valore di teoria. E i meno convinti del carattere isolato di questa tragedia sembrano proprio i piloti di Germanwings, che infatti dopo l’incidente rifiutano di volare. Conoscono forse dei pericoli legati alla loro professione che noi ignoriamo? In un periodo di “grandi manovre belliche” USA/Russia, chi garantisce che le rotte dei voli commerciali siano libere da “disturbi” di tipo militare? Ma la pista del suicidio va per la maggiore.

La teoria della scatola nera
Il procuratore della Repubblica di Marsiglia dichiara: “l’analisi della scatola nera ha rivelato che il copilota respirava normalmente fino al momento dell’impatto”, ma questa dichiarazione, ufficiale quanto si vuole, è una palese assurdità perché la scatola nera registra i suoni in cabina, non il respiro. È impossibile che il respiro sia stato registrato perché nel cockpit il rumore di fondo è troppo forte. Allora perché il procuratore mente? Forse gli manca l’autorità o la libertà di non mentire? Possibile che la struttura che gestisce queste crisi stia al di sopra delle autorità locali e che lui abbia solo letto un dispatch? In teoria sì. Ma facendo speculazioni di questo tipo si finisce per sembrare complottisti, è meglio continuare a porsi delle domande. Per Esempio: perché il contenuto della scatola nera viene rivelato il giorno stesso del suo ritrovamento? La prassi richiede un’analisi congiunta delle due scatole nere, ma mancava quella coi dati di volo. A cosa è dovuta questa fretta nella diffusione del contenuto delle registrazioni di volo?

Le domande che è lecito farsi sul vero svolgimento di questa catastrofe sono troppe, ma una cosa sembra sicura, e a questo punto una sola, la versione delle autorità è complottista, è tutta teorie e niente evidenze. Sembra il complotto di un solo uomo dalla lucidissima volontà omicida e suicida. Tutto ciò che non combacia con il suicidio “in compagnia” del depresso Lubitz viene abilmente, il più delle volte maldestramente, omesso. Tutte le responsabilità vengono scaricate su una sola persona e il caso è chiuso, non c’è spazio per l’inchiesta nella sostanza ma si moltiplica la narrazione dei suoi fronzoli. In realtà il dramma Germanwings apre tutta una serie d’interrogativi sulla sicurezza dei voli commerciali e sulla crescente presenza di voli non regolamentati, quote bizzarre, geo-ingegneria clandestina e operazioni militari poco trasparenti, cosuccie di cui i governi si guardano bene dal parlare.

Riferimenti:
http://m.ibtimes.com/were-germanwings-pilots-concerned-about-safety-when-they-refused-fly-after-fatal-1859218
http://rt.com/news/244381-germanwings-crash-co-pilot-lubitz/
http://m.livescience.com/50291-germanwings-copilot-mental-illness.html

Fonte: generazioneweb.net


Fonte immagine in apertura: Express

Tratto da: nexusedizioni.it

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