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Ieri, domenica 21 febbraio, all’età di 91 anni è morta Ida MAGLI, une delle più grandi antropologhe e filosofe del nostro tempo.

Docente universitaria e saggista, ha scritto per La Repubblica e L’Espresso, andando via da entrambi perché non ne condivideva le linee editoriali. Fu la prima a denunciare con forza il crimine dell’Unione Europea e dell’€uro!

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Nonostante l’enorme spessore scientifico e culturale del personaggio Magli, TV e giornalai di regime quasi quasi non danno neppure la notizia della morte. Il motivo? Perché aveva denunciato con forza – già a partire dal 1994 – il crimine europeo e le distorsioni della moneta unica, oltre che i pericoli derivanti dall’immigrazione selvaggia. Del resto, tutti i telegiornali e i talk show sono in questi giorni concentrati a ricordare e santificare Umberto Eco, l’intellettuale di sinistra che pontificava sull’Unione Europea con il culo del popolo!Ida Magli, invece, non era sponsorizzata da nessuno, ma aveva un’indipendenza culturale quasi del tutto inesistente in Eco, che invece era ben sponsorizzato dall’establishment €uro-piddino.

Tanto per capire di chi stiamo parlando, riporto qui di seguito un frammento del pensiero della Magli:




Quali sono i lati oscuri che il progetto Europa nasconde? Quello che non è mai stato detto chiaramente da nessuno dei nostri politici: lo scopo finale della globalizzazione, il Governo unico mondiale. La riduzione all’uguaglianza di comportamento per tutti i popoli: una sola lingua, una sola religione, una sola moneta, una sola identità, una sola cultura, un solo Stato. La “guida” sottostante a quella dei governanti sembrerebbe massonica, in quanto questi sono fin dall’inizio gli ideali massonici, ma non ne esistono prove. Personalmente però io sono convinta che la globalizzazione non sia, non possa essere la meta finale, ma piuttosto lo strumento per uno scopo ulteriore di cui non so nulla. Il motivo per il quale ritengo che la globalizzazione non possa essere la meta finale, è presto detto: non è possibile mantenere miliardi di uomini immobili nella posizione raggiunta. La lingua, per esempio, si trasforma da sé senza che nessuno ne sia consapevole e lo voglia (pensiamo, per esempio, a quanto sia diverso l’italiano di oggi dall’italiano di Dante); i legami, gli affetti fra i gruppi territorialmente più vicini diventano necessariamente più forti (nell’affetto o nell’ostilità) che con i gruppi lontani, e così via. Insomma l’uguaglianza non perdura neanche per brevissimi periodi se non con la violenza di un potere dittatoriale (come è successo nel mondo sovietico) e, dopo il periodo della dittatura, sicuramente il governo mondiale non potrebbe sussistere […]. Quali danni ha prodotto l’euro all’economia nazionale? Talmente grandi che non è possibile calcolarli. Il passaggio alla moneta unica è stato chiamato “la rapina del secolo” ma in realtà soltanto cinque o sei banchieri, quelli che l’hanno progettata e che ne hanno incassato il frutto, sono in grado di fare un calcolo.  È proprio su questo fatto, ossia che i popoli non avrebbero mai potuto avere un’idea esatta, matematica, di quello che stava succedendo, che i banchieri hanno contato nel compiere la rapina. Se ci atteniamo, del resto, anche soltanto a quello che abbiamo sotto gli occhi, non possiamo sbagliarci: con uno stipendio mensile di due milioni di lire un qualsiasi cittadino italiano viveva bene, con i corrispondenti mille euro non riesce a vivere. Ma è impossibile anche calcolare il danno prodotto dall’ansia di dover utilizzare una moneta sconosciuta, il timore di sbagliare perdendo quel poco che si possiede; inoltre il raddoppio generalizzato dei prezzi che è stato dovuto, non, come si è detto, alla disonestà dei commercianti ma alla inflazione volutamente inserita, per assorbirla all’insaputa dei cittadini, nel falso valore assegnato all’euro. Un’inflazione che continuiamo a scontare senza speranza di recupero, mentre la Bce ne dichiara a stento il 2%, e che ha portato sull’orlo del fallimento i Paesi in cui era più alta, Grecia, Portogallo, Spagna, Italia. Dobbiamo assolutamente uscire dall’euro se vogliamo salvarci” (Fonte: http://www.disinformazione.it/dittatura_europea.htm).

 

Bellissimo anche l’articolo di Franco Grilli su Il Giornale di ieri:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/morta-ida-magli-1227640.html

 

Ciao Ida. E grazie di tutto.

 

Giuseppe PALMA

Tratto da: scenarieconomici.it

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