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1434di Marco Paretti

Nonostante Facebook continui a mettere a disposizione strumenti adatti alla pubblicazione delle foto dei propri figli, questa pratica resta sconsigliata da molti esperti in materia. È di questa opinione anche Valentina Sellaroli, Pubblico Ministero presso il Tribunale per i minori di Torino.




Nonostante Facebook continui a mettere a disposizione strumenti adatti alla pubblicazione delle foto dei propri figli, questa pratica resta sconsigliata da molti esperti in materia. È di questa opinione anche Valentina Sellaroli, Pubblico Ministero presso il Tribunale per i minori di Torino, che tramite un’intervista a Repubblica ha messo in guardia i genitori troppo social sui possibili rischi del condividere foto e informazioni sui propri figli. L’allarme arriva in seguito alla pubblicazione di Scrapbook, un nuovo strumento che consente di gestire le foto dei bambini all’interno della piattaforma realizzata da Mark Zuckerberg.

“Il primo invito alla prudenza viene banalmente dalla diffusività del mezzo” ha spiegato la Sellaroli “Pubblicare su internet la foto dei propri bambini è di per sé atto che potenzialmente può raggiungere un numero di persone, conosciute e non, indiscutibilmente più ampio che non il semplice gesto di mettere la foto dei propri figli più o meno in mostra sulla propria scrivania”. Insomma, la possibile esposizione a persone malintenzionate – che in questo modo possono riconoscere i bambini – è decisamente maggiore sul web, nonostante le nuove restrizioni portate da Scrapbook. C’è poi il problema della pedopornografia: spesso i responsabili utilizzano le fotografie trovate in rete e il fotomontaggio per creare materiale pedopornografico da far in seguito girare sul web. La Sellaroli sottolinea peraltro che anche chi pratica il fotomontaggio è punito come quelli che producono queste foto con bambini reali e “non sempre serve che le pose siano sessualmente lascive o esplicite, come veniva richiesto un tempo”.




Inoltre, come prevede la normativa del Consiglio Europeo n. 2004/68/GAI del 22.12.03, sono vietate anche le “immagini realistiche di un bambino inesistente implicato o coinvolto nella suddetta condotta”. Viene dunque punita anche la realizzazione virtuale delle immagini di bambini o comunque minorenni coinvolti in situazioni esplicite utilizzate per scopi sessuali da chi le produce, le cede, le riceve o le detiene. L’ultima preoccupazione relativa alla pubblicazione delle fotografie dei minorenni su Facebook, infine, è legata alle situazioni complesse come quelle che coinvolgono adozioni o affidamenti, con un occhio particolare per i bambini allontanati da famiglie pericolose. “Se il bambino era già abbastanza grande quando è stato allontanato” ha continuato la Sellaroli “Rischiano di avere un canale di ricerca in più per raggiungere i bambini e le loro nuove famiglie, che così non possono più essere tutelati nella loro riservatezza ed anche nella incolumità personale”.

Solo la settimana scorsa Facebook ha introdotto un nuovo strumento per la gestione delle foto dei figli: Scrapbook. Tutti i neo genitori hanno la possibilità di realizzare uno speciale album contenente le foto migliori ed i momenti salienti della vita dei propri figli. Inoltre, Scrapbook è uno strumento che consente di migliorare anche la privacy delle foto dei bambini; aggiungendo un tag personalizzato alle immagini che si vogliono inserire all’interno dell’album sarà infatti possibile scegliere chi potrà visualizzarle. Attualmente Scrapbook è disponibile solo per gli utenti americani sia da desktop che tramite l’applicazione per smartphone, ma molto presto il servizio verrà esteso anche in Europa ed in Italia.

Fonte: tech.fanpage.it