3561
ATENE – La Grecia di fatto è in una condizione rivoluzionaria, con barricate e blocchi insormontabili che paralizzano strade nazionali e autostrade, frontiere e valichi. Blocchi stradali che proseguono, organizzati dagli agricoltori greci che ieri, dopo la riunione tra il governo e i rappresentanti della categoria, non hanno comunque raggiunto un accordo con il primo ministro Alexis Tsipras.

Come riferisce l’agenzia di stampa “Ana mpa”, entrambe le parti hanno affermato che i colloqui sono stati significativi, ma che manca un consenso esplicito tra gli agricoltori circa l’esito della riunione. Una parte dei lavoratori sono favorevoli ad intensificare le azioni di protesta sulle autostrade, non volendo retrocedere sulle loro richieste.

Altri hanno invece espresso delusione perche’ il governo non sarebbe in grado di aggirare i suoi impegni in merito al salvataggio, e quindi sono ancor più arrabbiati di prima.

Ieri gli agricoltori al valico di frontiera greco-bulgara di Promachonas hanno annunciato che chiuderanno nuovamente la strada a tempo indeterminato, causando nuovi gravissimi disagi ai camionisti e alle auto su entrambi i lati della frontiera. Gli agricoltori al secondo valico di frontiera di Exohi dovrebbero fare lo stesso.

La decisione dei Comitati di agricoltori greci arriva dopo che il traffico e’ stato ripristinato in entrambi i valichi di frontiera domenica pomeriggio, dopo che i camionisti bulgari hanno organizzato dei contro-blocchi per protestare contro la azioni greche che stanno danneggiando i loro business, e dopo il sostanziale fallimento dell’incontro con Tsipras.

“Le proposte portate sul tavolo dagli agricoltori greci sono state definite una buona base di partenza per avviare il dialogo”, ha detto ieri Tsipras. Secondo il premier le richieste e le proposte degli agricoltori sono una buona base per le discussioni, aggiungendo che questo dialogo sarebbe dovuto pero’ iniziare molto tempo fa.




E’ infatti da oltre un mese che va avanti a oltranza la protesta degli agricoltori contro il taglio delle pensioni e l’aumento delle tasse su tutti i lavoratori del settore agrucoltura, che in Grecia rappresentano quasi la metà, ormai, degli occupati.

E’ la Bce, con la Ue e l’Fmi che vorrebbero imporre agli agricoltori greci il taglio delle loro pensioni, già falcidiate da precedenti tagli fatti dai governi di centrodestra sempre sotto diktat della Troika, ed è  la reazione popolare di massa a questa follia e che ha generato blocchi stradali nelle principali arterie stradali del paese e al confine con l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia e la Bulgaria, oltre a scioperi generali a catena che proseguono senza sosta, con violentissimi scontri di piazza.

Tsipras alla fien della riunione con i Comitati degli agricoltori ha aggiunto che “non possiamo elaborare una politica per la ristrutturazione produttiva del Paese senza prendere in considerazione le vostre proposte e le vostre posizioni, ma allo stesso tempo si deve prendere in considerazione il problema generale del paese e le condizioni fiscali in esame da parte della Troika”.

La paralisi produttiva e dei trasporti in tutta la Grecia continua, mentre sabato scorso il governo Tsipras ha fatto approvare in Parlamento una nuova legge che cancella i tagli alla sanità pubblica che erano stati imposti due anni fa dalla famigerata Troika. Questo, ha ulteriormente irrigidito le posizioni già divergenti tra la Commissione europea e la Grecia.

A questa situazione esplosiva sul piano sociale, economico e finanziario, si aggiunge la catastrofe dei migranti che in più di 100.000 da gennaio 2016 sono sbarcati in Grecia e la maggior parte vi sono rimasti, data la chiusura selettiva delle frontiere degli stati balcanici, dell’Austria, della Slovenia, e di molti altri Paesi Ue, come la Francia. La Grecia si può dire sia in una condizione rivoluzionaria dalel conseguenze ben più potenti e destabilizzanti per la Ue perfino del Grexit.

Fonte: www.ilnord.it

CONTINUA A LEGGERE >>