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LONDRA – In un’intervista al Financial Times, il primo ministro del Regno Unito, David Cameron, dichiara di aspettarsi che il paese raccogliera’ “un dividendo”, sotto forma di investimenti, se voterà per la permanenza nell’Unione Europea, ma ammette che la distanza tra i due schieramenti è molto breve e che “nessuno sa che cosa succederà”.

L’intervista pubblicata in prima pagina con grande rilievo, è affiancata dal dato di un ultimissimo sondaggio commissionato ieri dallo stesso Financial Times che mostra il Brexit in testa, nonostante lo sciagurato omicidio della parlamentare laburista Jo Cox ad opera di un paranoico disturbato mentale dalle idee neonaziste.

Nell’intervista, nonostante la lettera aperta contro il Brexit pubblicata sul quotidiano The Times a firma di oltre 1.200 dirigenti di impresa, il premier Cameron esprime frustrazione per il fatto che altre aziende non si sono fatte avanti nel dibattito delle ultime settimane, mostrando con questo di essere favorevoli al Brexit e in alcuni casi, come quello del “re” della ristorazione britannica Rocco Forte, perfino esplicitamente a favore dell’uscita dalla Ue.

Il capo del governo, a poche ore dal voto che potrebbe determinare il suo futuro politico e il posto della Gran Bretagna in Europa, sostiene che gli elettori possono attendersi dei benefici immediati se voteranno “sì”: “Credo che venerdi’ le imprese, i creatori di ricchezza, i creatori di lavoro penseranno: la Gran Bretagna ha preso una decisione, rimettiamoci all’opera e creiamo occupazione e opportunita’ perche’ e’ un gran posto per fare affari”.



I bookmaker intanto continuano a ritenere piu’ probabile la vittoria dello schieramento europeista, ma appunto il sondaggio del Financial Times – che oltre tutto si è schierato come giornale a favore della permanenza nella Ue – attribuisce a quello anti-Ue un vantaggio di un punto percentuale: 45 contro 44 per cento.

Il leader conservatore, in un appello pronunciato all’esterno della residenza di Downing Street, ha esortato i piu’ anziani a pensare alle speranze e ai sogni di figli e nipoti e ha avvertito che non si potra’ tornare indietro: “Se votiamo per uscire, sara’ irreversibile” e le future generazioni dovranno convivere con questa condizione. Nonostante l’incertezza del risultato, Cameron difende la scelta di indire il referendum, perche’ il problema andava affrontato. Lanciando un avvertimento ai Tory antieuropeisti pronti a continuare la battaglia in caso di sconfitta di misura, afferma: “Per quanto mi riguarda, questo referendum dovrebbe risolvere la questione”. In caso di vittoria del fronte “Leave”, il primo ministro promette di avviare “rapidamente” i negoziati con l’Ue, attivando l’articolo 50 del Trattato di Lisbona.

Tuttavia, un ampio fronte interno al partito Conservatore è pronto a sfiduciare Cameron per sostituirlo alla guida del Tory con Johnson, l’alfiere del Brexit. L’incertezza, comunque, ormai durerà solo fino a domani mattina.

Fonte: www.ilnord.it

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