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Non appena Putin prese il potere in Russia si trovò ad affrontare due enormi problemi: gli indipendentisti ceceni da un lato e la tragedia del sottomarino Kursk dall’altro. Le acque del mare di Barents inghiottirono l’intero equipaggio del sottomarino. Putin volle incontrare i familiari dei marinai: “Noi sapevamo che il nostro Paese era in una situazione difficile. Che le forze armate sono in una situazione difficile. Che la nostra flotta è in una situazione se non rovinosa comunque molto complessa ma non credevo fino a questo punto. Hanno distrutto tutto. Hanno mandato in rovina tutti i mezzi. Non c’è più un soldo“. Era l’agosto del 2000.

In quindici anni le cose sono cambiate parecchio, tanto che i servizi segreti della Marina americana hanno pubblicato un corposo dossier di 68 pagine in cui si annuncia la pericolosità delle flotte russe, come riporta Difesa Online: “La Russia, nel corso del prossimo decennio, farà grandi passi in avanti per schierare una Marina in grado di difendere il Paese con un’impressionante potenza, limitata soltanto dalla sterminata estensione dei suoi confini. Anche le aree di interesse globale, restano distanti dai principali presidi russi. Nonostante ciò, la flotta russa del 21° secolo sarà una delle più moderne del pianeta e gestita da una nuova generazione di militari di professione“.




Gli americani notano come, “a partire dal 2000, complice un governo stabile, l’economia del Paese si è stabilizzata. C’è stato uno sforzo mirato e finanziato per rivitalizzare la Marina russa. Molti dei programmi sospesi per mancanza di fondi sono stati ripresi. Altri di nuova concezione sono stati finanziati ed alcuni di essi hanno già messo in mare piattaforme sottomarine e di superficie. Nel 2000 i russi disponevano di una manciata di navi in grado di combattere. Il Cremlino, oggi, ha in mare 186 piattaforme (tra navi da guerra e sottomarini) che operano dall’Oceano Atlantico al Pacifico, dal Mar Nero al Baltico, dal Caspico al Mediterraneo fino all’Artico“.

Attualmente, la Marina russa è la terza più potente al mondo. Prima di lei la Cina (sua alleata) e gli Stati Uniti che possono ancora schierare 280 piattaforme da guerra e oltre 100 navi d’appoggio.

Ma la potenza russa si declina anche nella possibilità di possedere e, soprattutto utlizzare, i sistemi Kalibr dal Mediterraneo fino al Mar Caspio, come notano gli analisti americani: “Il Kalibr fornisce una significativa capacità offensiva anche a piattaforme di modeste dimensioni come le corvette e la capacità di attaccare bersagli terrestri fissi con testate convenzionali. La proliferazione di questa capacità all’interno del nuovo sistema russo sta modificando profondamente la strategia di scoraggiare, minacciare o distruggere il nemico“.




Fonte: qui

Tratto da: www.piovegovernoladro.info

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