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La plastica costituisce una parte importante dei rifiuti dell’uomo. Ora da materiali plastici misti e non lavati si può produrre carburante, grazie all’innovativo progetto di un team di ricercatori dell’Università della California Irvine che ha sviluppato un nuovo processo chimico in grado di degradare materiali plastici in polietilene in combustibili liquidi e cere. Il metodo, spiegano i ricercatori nell’articolo su Science Advances, potrebbe aiutare a riciclare milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno e a trasformarle anche in “carburante” per le macchine o in cere usate nei processi di produzione industriale.

I materiali in polietilene e propilene costituiscono oltre il 60% del totale della plastica contenuta nei rifiuti solidi urbani. E, come se non bastasse, il polietilene è molto difficile da degradare senza trattamenti speciali. La nuova tecnica sviluppata dall’ateneo californiano riesce a rimescolare gli idrocarburi presenti nel polietilene usando dei reagenti leggeri e poco costosi e i ricercatori sottolineano che diversi tipi di polietilene possono così essere completamente degradati nel giro di una giornata. Il metodo è stato testato con prodotti in plastica comuni, dalle bottiglie alle pellicole delle confezioni alimentari, alle buste della spesa. Se la sua diffusione sarà mondiale,commenta Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,  si potrebbe risolvere lo spinoso problema dello smaltimento della plastica che attanaglia il mondo intero, dei 240 milioni di tonnellate di plastica annue prodotte, infatti, solo il 3 per cento viene riciclato.




Ma la cosa non è una notizia completamente nuova: già nel 2011 è stato diffuso online un video che riportava un servizio televisivo su un’iniziativa di un’azienda di Hong Kong. Come riportava Ming Cheung, Direttore Generale della Echotech, infatti,  i pezzi di plastica  inadatti al riciclaggio vengono tagliati in minuscoli pezzi, prima di essere convertiti in gas in una camera di liquefazione priva di ossigeno a tenuta d’aria. Il gas quindi riprende forma liquida in un condensatore, e l’acqua viene separata dal carburante.

Rispetto al progetto americano, questo peccava per l’utilizzo per le auto: il suo alto tenore di zolfo lo rende adatto solo come carburante per le navi. Una soluzione positiva comunque per le acque di Hong Kong, tristemente note per il forte inquinamento dovuto agli scarichi delle navi a diesel. Forse questo nuovo combustibile potrà aiutare ad alleviare anche la qualità dell’aria scadente. Il VIDEO:




Fonte: www.globochannel.com