2444Angela Merkel e Reem, la ragazza 14enne palestinese, nota per aver chiesto conto delle politiche di accoglienza tedesche direttamente alla donna più potente del mondo. La foto ha fatto il giro del mondo per la dura risposta della Cancelliera.

di Alain Goussot*

La storia umana è piena di lotte per il potere, il potere che diventa dominio sull’altro, sugli altri esseri umani.

Il potere del denaro che oggettifica tutto, il denaro come regolatore di tutti i rapporti che fa di chi lo possiede un tiranno che piega chi non ne ha alle proprie volontà. Il potere del denaro che è anche avidità ma anche piacere sadico di sottomettere altri esseri umani.

Il potere della politica a servizio dei potenti della finanza che reifica tutto e riduce la dignità dell’uomo a nulla, questo potere che fa delle persone delle non persone ma delle pure matricole e statistiche sulle tabelle della contabilità delle società bancarie e delle multinazionali.

Il dominio dell’altro che diventa affascinante per chi è oppresso e subalterno; il potere dei potenti ha una suo fascino per gli oppressi e per i laquets del capitale che strisciano ai loro piedi tentando di assomigliare a chi li sta derubando della loro umanità.

Il fascino del potere e dei potenti è stato descritto dalla grande letteratura, basta pensare a Fëdor Dostoeivskij, a Lev Tolstoij ma anche a Balzac e Émile  Zola, nei loro romanzi descrivono l’impatto di questo fascino sulla psicologia dell’essere umano che diventa opportunista, carrierista e che finisce per fare il contrario di quello che dichiarava.



Il fascino del potere dei potenti agisce come un tarlo che distrugge l’umanità di chi si lascia sedurre, per convenienza, per convinzione o per necessità. È quello stato psicologico di fascinazione ben descritto da Johann Wolfgang von Goethe nel suoFaust; uno stato che annichilisce la dignità e fa dell’essere umano un servo affascinato da chi l’ha umiliato e ha distrutto il lui l’umanità. Oggi il potere dei potenti provoca fascino e spiega i ribaltamenti ai quali assistiamo continuamente nella vita politica, culturale e sociale. Ci vorrebbe un nuovo Balzac o un nuovo Goethe per descrivere con crudezza la crudeltà disumana e cinica del nostro mondo attuale.

Il nostro mondo è pieno di piccoli Faust.

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* Alain Goussot è docente di pedagogia speciale presso l’Università di Bologna. Pedagogista, educatore, filosofo e storico, collaboratore di diverse riviste, attento alle problematiche dell’educazione e del suo rapporto con la dimensione etico-politica, privilegia un approccio interdisciplinare (pedagogia, sociologia, antropologia, psicologia e storia). Ha pubblicato: La scuola nella vita. Il pensiero pedagogico di Ovide Decroly (Erickson); Epistemologia, tappe costitutive e metodi della pedagogia speciale (Aracneeditrice); L’approccio transculturale di Georges Devereux (Aracneeditrice); Bambini «stranieri» con bisogni speciali (Aracneeditrice); Pedagogie dell’uguaglianza (Edizioni del Rosone). Il suo ultimo libro è L’Educazione Nuova per una scuola inclusiva (Edizioni del Rosone)

 

Fonte: comune-info.net

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