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di Massimo Mazzucco




Se c’è una cosa in cui gli scienziati sono bravi, è quella di prevedere i potenziali sviluppi e le possibili applicazioni tecnologiche delle loro invenzioni. Leggete questo articolo, e provate ad indovinare l’anno esatto in cui è stato scritto (suggerimento: fra il 1960 e il 1995).

[Testo dell’articolo]: Tre dirigenti della American Telephone and Telegraph Company, gli ingegneri J.H.Felker e C.Mapes, e il Dr. H. Boettinger, hanno azzardato alcune previsioni sull’evoluzione della telefonia verso il 2000. I tre esperti ritengono che, tanto per cominciare, i giornali del mattino saranno diffusi direttamente in “facsimile” attraverso la rete telefonica. Fatta la colazione e letto il giornale telefotografico, l’uomo d’affari deciderà magari di restare in casa per non trovarsi in qualche ingorgo del traffico, senza tuttavia trascurare le sue attività.

Servendosi del “videofono”, il cui schermo sarà molto più efficiente e più chiaro degli attuali televisori, potrà mettersi in contatto con l’ufficio o, addirittura, convocare una conferenza con i corrispondenti o i soci in differenti località.




Ma il marito non sarà l’unico a beneficiare del progresso. […]

La moglie potrà ricorrere al servizio telefonico per evitare le faticose maratone nei negozi. Con occhi attenti seguirà sullo schermo a colori del videofono le spiegazioni dei negozianti ed analizzerà la merce esposta, prima di passare l’ordinativo.

I tre esperti americani prevedono che la famiglia di domani adopererà il telefono anche per ricevere in casa programmi educativi, artistici e culturali. Apparecchi televisivi a circuito chiuso allacciati con la rete telefonica diffonderanno nelle case lezioni scolastiche, conferenze con proiezioni e visite ai musei. Potranno anche permettere la lettura degli ultimi libri senza neppure costringere l’interessato a recarsi in biblioteca per il prestito.

In viaggio la gente potrà disporre del telefono sulle autovetture, sugli aerei e in qualsiasi altro mezzo. Si potrà chiamare qualsiasi utente in qualunque parte del mondo mediante la teleselezione. Tuttavia, non occorrerà formare il numero ed il prefisso corrispondente alla città sul telefono. Basterà segnalare il numero al telefono, e questo si tradurrà la voce in impulsi elettrici.

Le conversazioni assorbiranno soltanto una piccola parte del traffico sulle linee telefoniche. Si prevede che già nel 19XX il volume dei dati commerciali trasmessi per mezzo delle linee telefoniche supererà quello delle conversazioni. Sono in via di perfezionamento apparati “data-phones” in grado di trasmettere 3000 parole al minuto, in maniera di consentire ad un cervello elettronico di rivolgersi ad un’altra macchina analoga a velocità di gran lunga superiore a quella dell’uomo. Una di queste macchine collegate alla rete telefonica potrà leggere l’inventario di un magazzino e, fatti i debiti calcoli, chiamerà un’altra macchina del magazzino centrale per ordinare le provviste per il giorno successivo.

Nel 2000 la gente si servirà del telefono anche per le operazioni di banca. Gli assegni si scriveranno con inchiostro magnetico che potrà essere letto da apposite macchine nelle banche. Le macchine provvederanno non solo ad avallare l’assegno ma anche a registrare l’operazione sul conto individuale.

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Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Trapani Nuova il 26 giugno 1962 (pag. 3).

Come dicevamo, gli scienziati sono bravissimi a prevedere i potenziali sviluppi tecnologici delle loro invenzioni. Pensate che quando l’articolo è stato pubblicato l’astronauta Scott Carpenter aveva appena fatto le sue prime 5 orbite intorno alla terra (pag.3), l’energia elettrica non era ancora stata nazionalizzata (prima pagina), e i programmi televisivi di una intera settimana erano contenuti in un semplice riquadro a fondo pagina (pag. 2).

Purtroppo però gli stessi scienziati che ci stupiscono per la loro lungimiranza tecnologica, sono molto meno bravi nel prevedere gli effetti psicologici e sociali che l’evoluzione delle loro invenzioni potrà avere sulla società.

Secondo voi, che faccia avrebbero fatto questi scienziati, se nel 1962 gli avessimo raccontato di milioni e milioni di giovani nel mondo che passano giornate intere a fissare rincoglioniti uno schermo fluorescente, mentre twittano imbecillità inconcepibili, si trasmettono l’un l’altro le immagini dell’ultima torta al cioccolato appena divorata, o si divertono come dei pazzi a schiacciare bottoncini virtuali con sopra scritto “I Like”?

A cosa serve il progresso, se non è accompagnato da una contemporanea crescita dei valori sociali, morali e culturali dell’intera società?

Fonte: www.luogocomune.net