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892In Islanda, il partito conservatore Independence Party sosterrà una risoluzione in parlamento per ritirare formalmente la domanda di adesione del paese all’Unione europea.

Il ministro delle Finanze islandese, Bjarni Benediktsson, lo ha annunciato in un’intervista rilasciata all’emittente di stato RUV, confermando le dichiarazioni del Ministro degli Esteri Gunnar Bragi Sveinsson. Secondo quest’ultimo esistono “più argomenti per farlo ora di quanti ce ne fossero un anno fa”, quando la risoluzione, presentata dal governo al parlamento, è stata sospesa per affrontare provvedimenti più urgenti, come il programma per ridurre i debiti delle famiglie.




I negoziati di adesione all’Ue furono sospesi dall’Islanda dopo le elezioni politiche del 2013.

L’Islanda, unico paese che ha processato i banchieri a seguito del collasso finanziario del 2008 e non ha accettato il piano di ‘salvataggio’ dell’Unione Europea, ha goduto nel 2013 di un PIL superiore al 5%, dato economico che non si può riscontrare nei paesi che si devono attenere alle politiche restrittive della Troika.

Fonte La Voce della Russia