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L’operazione anagrafe tributaria 2016 è cominciata. Entro il 31 marzo le banche, le poste e gli operatori finanziari dovranno riversare alla grande Anagrafe dei rapporti finanziari i saldi e tutti i movimenti bancari che gli italiani hanno fatto durante lo scorso anno. Tra pochi giorni affluiranno nei database dell’Agenzia, per mail certificata o direttamente attraverso format on line, i dati 2015 di circa un miliardo di rapporti: conti correnti e carte di credito con relativo codice fiscale e Iban, conti titoli, prodotti finanziari e assicurazioni. Tanti minuscoli dossier dove figureranno: i saldi di inizio anno, quelli di fine anno e le giacenze medie.

A questa massa di informazioni, che riguardano le operazioni legate in qualche modo al conto corrente bancario, si aggiungeranno circa 100 milioni di operazioni “fuori conto”: richieste di assegni per contanti, bonifici, cambio valuta e cambio di assegni. Una sorta di tracciabilità assoluta che riguarderà anche i passaggi fisici di denaro e preziosi, dove spesso si annidano il riciclaggio e il “nero”: all’Anagrafe dei rapporti finanziari banche e operatori dovranno riversare la titolarità di cassette di sicurezza con il numero totale di accessi all’anno e le posizioni in oro e metalli preziosi con importo totale e numero di operazioni effettuate.  La cyber-operazione anti evasione entra così a regime con l’obiettivo di recuperare risorse sottratte allo Stato e di battere il record storico di 14,9 miliardi raggiunto lo scorso anno.

Ciò che scrive Repubblica è risibile. Loro stanno integrando lo stato nelle banche, non viceversa. Cosa hanno dimostrato il salva-banche e altri provvedimenti recenti? Che le banche possono prendere possesso delle case di chi non paga il mutuo anche senza azione giudiziaria (senza lo stato) però, se le banche truffano i clienti (vedi le 4 banche), lo stato risarcisce le banche responsabili ma non i suoi cittadini. Non solo. Gli stati di fatto diverranno le banche con la fusione di carta di identità con il bancomat.



Poi c’è un buco nero terrificante di cui nessun giornale parla: con la recente depenalizzazione di molti reati, l’ammenda è stata trasformata in pena pecuniaria (cioè si versa una somma di denaro = multa). Ora, succede che chi non ha intestato nulla e/o non percepisce ufficialmente reddito, non pagherà mai. Quindi, il semplice caso di un immigrato regolare ma nullatenente e che guadagna in nero. Costui o costei non pagherà le multe stradali, per mancanza di assicurazione RC, non si può pignorare i suoi beni (non ne possiede ufficialmente) per morosità nell’affitto e spese condominiali evase. Idem per le tasse e mense per gli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Le cartelle Equitalia valgono solo per i beni esistenti sul territorio italiano.

Significa che, ad esempio, se uno sceicco arabo, legalmente residente, non paga l’assicurazione della macchina e provoca incidenti, il massimo che gli può succedere è il sequestro del mezzo, se da noi ha intestato solo quello e non ha qui un conto in banca. In sostanza, ci sono milioni di persone (non soltanto stranieri evidentemente) che non sono assoggettati al fisco. I contratti d’affitto regolarmente registrati, le multe inviate a casa per divieto di sosta o salita sul bus senza biglietto, sono carta straccia.

Quindi questo altro provvedimento “contro l’evasione fiscale”, tanto caldeggiata da tutti i partiti politici, è una bufala per fregare i soliti imbecilli che pagano le tasse a questo stato di pagliacci.

Tratto da: freeondarevolution

Tratto da: www.informarexresistere.fr

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