https://www.sapereeundovere.com
© Foto: Fotolia/Kzenon

Canali televisivi a diffusione federale (nazionale) lanceranno sullo schermo l’antipubblicità dei fastfood. L’iniziativa è stata proposta dall’Assemblea Pubblica della Federazione Russa.

Ognuno consce il danno arrecato da fastdood. E la maggioranza concorda perfino che le porzioni di macinato di pollo fritto oppure una cotoletta coperta da due pezzi di pagnotta bianca avranno un effetto negativo sulla figura, pelle, digestione. I punti di fastfood invece sono sempre pieni, mentre i clienti non rinunceranno mai a concedersi un barattolo di cola ghiacciata oppure un hamburger, dal quale spunta in un modo appetibile una salubre foglia d’insalata oppure una fetta di pomodoro. Tutte queste persone sono vittime di una pubblicità abilmente confezionata. Perciò anche per combattere il cibo dannoso ci vuole la pubblicità, sono giunti alla conclusione i membri dell’Assemblea Pubblica della Federazione Russa.




Se invece sono i produttori per pagare la pubblicità dei propri prodotti, versando le somme notevoli, allora l’antipubblicità va messa a carico del bilancio dello stato. Seguendo l’esperienza degli spot pubblicitari sociali già esistenti, si può affermare che rispetto alla forza dell’impatto sulla popolazione degli spot commerciali, essa, purtroppo, perde, fa notare Vladimir Kasiutkin, direttore editoriale della rivista “Giornalismo e il mercato dei media”:

La pubblicità sociale in Russia si sta sviluppando. Tuttavia però rispetto alla pubblicità commerciale nel campo sociale ora è impiegato un numero insufficiente degli specialisti. Perciò spesso la pubblicità sociale non funziona. Bisogna coinvolgervi il pubblico e gli esperti. Allora si potrà contrapporre al dannoso fastfood qualcos’altro. Bisogna però far vedere qualcosa di diverso. La gente spesso non sa e non vede come si può nutrirsi a buon mercato e in modo salubre.

Non bisogna dimenticare anche l’aspetto esterno dei piatti salubri che dovrebbero sostituire quelli dei fastfood. Altrimenti la propaganda di una sana alimentazione di per sé si trasformerà in pubblicità di cibi dannosi. Così è avvenuto negli USA. Michelle, la consorte di Barack Obama, un’appassionata fan dell’alimentazione sana, si era fatta la promotrice dell’introduzione nelle scuole di un menù particolare, dove erano assenti sale, zucchero, e i piatti fritti sono stati sostituiti con quelli cotti a vapore. Di conseguenza la rete oggi pullula delle fotografie dei piatti poco appetibili provenienti dalle mense scolastiche. Sono pubblicate nei social network da giovani americani, i quali non solo non possono consumare questi piatti, ma neanche a vedere senza brividi i sostituti delle patatine fritte. E dopo le lezioni i bambini affamati si lanciano all’assalto dei fastfood.




Esiste però il problema di un’influenza negativa dei fastfood sulla salute umana, in particolare sulle giovani generazioni, e va risolto, ritiene Andrei Demin, presidente dell’Associazione russa della salute pubblica:

Bisogna occuparsi del problema dell’alimentazione nel suo insieme. L’antipubblicità di fastfood è uno dei piccoli aspetti. E’ necessario far leva sulle reti dei fastfood affinché adottino le misure, anche se non sono economicamente profittevoli, ma necessarie per la salute pubblica, ad esempio, modificando le tecnologie della preparazione dei cibi. Poi bisogna fornire alla popolazione il massimo delle informazioni sui fastfood.

Come un’opzione, gli esperti propongono comunicare in un modo comprensibile ai cittadini la composizione dei prodotti presenti nei menù delle catene più popolari dei fastfood. Per molti, ad esempio, sarà utile apprendere che la composizione dei nuggets di pollo di McDonald’s fa parte dimethylpolysiloxane, una sostanza chimica della quale è composta la cosiddetta “gomma da masticare per le mani”, un giocattolo simile alla plastilina che non sporca, può liquefarsi e rimbalzare come un pallino! La “gomma da masticare per le mani” però non destinata per cibo.

Fonte La Voce della