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https://www.sapereeundovere.comdi Marco Guzzi

Cellulari, antenne, parabole, router wi-fi: queste ed altre tecnologie stanno riempendo il nostro pianeta di onde elettromagnetiche con le quali ormai conviviamo quotidianamente senza nemmeno farci caso. Ma se ci si pensa, la nostra esposizione a questi tipi di radiazioni è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni e in molti stanno iniziando a porsi una domanda fondamentale: ma queste onde sono nocive alla nostra salute?




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Recentemente in Danimarca, cinque studentesse hanno avviato delle sperimentazioni volte proprio a studiare le conseguenze del cosiddetto “elettrosmog”, ossia quella forma di inquinamento elettromagnetico prodotto dalle radiazioni non ionizzate.

L’idea di intraprendere questo tipo di studio è nato dal fatto che le studentesse avevamo riscontrato un vero e proprio calo del livello di attenzione a scuola, se la sera prima avevano dormito in prossimità del loro cellulare. Non disponendo delle attrezzature necessarie a svolgere esperimenti sull’uomo, le ragazze hanno deciso di analizzare gli effetti delle radiazioni sulle piante, con la speranza di capire se i tessuti biologici in generale, subivano delle conseguenze.




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Le ragazze hanno collocato sei vasi di lepidium sativum, un tipo di pianta spesso usata per studi di laboratorio, in una stanza priva di onde elettromagnetiche ed altri sei vasi in una stanza esposta alle radiazioni di due router. Per giorni hanno analizzato, misurato, pesato e fotografato le piante, giungendo a dei risultati che sbalordirebbero anche i più scettici, ossia tutti coloro che da sempre sottovalutano la questione dell’elettrosmog, definendola solo il frutto di un allarmismo ingiustificato.

Le piante poste in prossimità del router non erano cresciute e, in alcuni casi, erano addirittura morte!

Per questo esperimento le ragazze hanno ricevuto il massimo dei voti in un concorso scientifico regionale ma, soprattutto, hanno canalizzato l’attenzione degli scienziati di tutto il mondo sull’elettrosmog, un problema fin troppo sottovalutato. Che sia la volta buona?

Fonte www.tuttogreen.it