LONDRA – Che l’adozione dell’euro sia stato un colossale fallimento e’ oramai un dato di fatto che nessuna menzogna da parte dei giornali di regime puo’ smentire visto che i dati confermano questa tesi.

E cosi ecco che l’ultima revisione dei dati stima la crescita dell’area euro nell’ultimo trimestre del 2016 dello 0,4%, inferiore alla stima iniziale dello 0,5% e tale stima al ribasso non e’ stata fatta da euroscettici xenofobi ma dall’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea.

Tale calo e’ dovuto a un forte calo della produzione industriale che risulta essere il piu’ forte degli ultimi quattro anni e ha avuto luogo nonostante la banca centrale europea stia stampando moneta nel tentativo fallito di rilanciare l’economia dell’eurozona. Stampare moneta significa, per chi non l’avesse capito, acquistare per contanti 60 miliardi di euro al mese di titoli di stato che diversamente sarebbero solo pezzi di carta di difficile vendita, anzi impossibile al valore pagato dalla Bce.



L’aspetto interessante e’ che nello stesso trimestre nel quale l’eurozona segnava un +0,4%, l’economia della Gran Bretagna e’ cresciuta dello 0,5% nonostante le previsioni catastrofiste fatte all’indomani del referendum sulla Brexit.

Ma quanto sono cresciuti i singoli paesi dell’eurozona?

Ebbene, nel trimestre in questione la Germania e’ cresciuta dello 0,4%, uguale a quella della Francia, l’Italia dello 0,2% e la Grecia ha avuto una crescita negativa del -0,4%.

Questi dati confermano cio che tutte le persone di buon senso dicono da tempo e cioe’ che l’unico modo per uscire da questa recessione e’ che tutti i paesi dell’eurozona ritornino alle valute nazionali.

A questo tema il Daily Express dedica un articolo, e buona parte della stampa britannica ne parla, mentre in Italia vige la censura più assoluta: guai a dire alla gente che fuori dall’euro e dalla Ue si prospera, mentre dentro quelle due gabbie c’è solo disoccupazione, povertà e gravissime tensioni sociali.

Fonte: GIUSEPPE DE SANTIS – Londra per www.ilnord.it








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