Mosca ha prove inconfutabili in base a cui il presunto attacco chimico nella città siriana di Douma è stata una messinscena, ha dichiarato il ministro degli Esteri Sergey Lavrov.

Secondo il capo della diplomazia russa, i servizi segreti di uno Stato, ora desideroso di essere in prima linea nella campagna russofoba, “ci hanno messo lo zampino”.




Lavrov ha ricordato che una task force di esperti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche è partita per raggiungere la Siria.

“Deve arrivare a Damasco, credo domattina, ci aspettiamo che senza indugio gli ispettori si recheranno a Douma, dove i nostri esperti che hanno esaminato la città non hanno trovato alcun riscontro dell’utilizzo di armi chimiche”.

L’Occidente ha accusato inequivocabilmente Damasco di essere l’artefice dell’attacco chimico nella città di Douma alla fine della scorsa settimana. Mosca ha smentito questa ricostruzione.




Gli specialisti del Centro russo per la riconciliazione delle parti siriane in conflitto hanno visitato il luogo del presunto attacco e non hanno trovato tracce di tossine. Negli ospedali locali, non ci sono ricoverati con sintomi tipici di intossicamento.

Il ministero degli Esteri ha dichiarato che lo scopo delle notizie sull’attacco chimico da parte delle truppe siriane è quello di proteggere i terroristi e giustificare eventuali attacchi contro Damasco dall’esterno.

Il 13 marzo lo Stato Maggiore russo aveva denunciato un possibile false flag degli islamisti con l’uso di armi chimiche nella Ghouta orientale.

Fonte: it.sputniknews.com