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Il governo ha sottoposto al parlamento un progetto di legge per vietare “la coltivazione e l’allevamento di piante e animali geneticamente modificati nel territorio della Federazione Russa, fatta eccezione per l’uso nelle ricerche scientifiche”.

Il governo e l’industria agricola in Russia si oppongono agli OGM da molto tempo, a tal punto che sussiste il divieto di colture OGM.




Già nel 2014 Vladimir Putin disse che la Russia deve proteggere i suoi cittadini dal consumo di prodotti contenenti organismi geneticamente modificati.

Ora il Ministro dell’Agricoltura Nikolai Fyodorov ha dichiarato che il governo non ha intenzione di “avvelenare i suoi cittadini”.

Attualmente solo 18 generi di prodotti OGM sono ufficialmente autorizzati a essere importati in Russia. Il nuovo disegno di legge prevede che gli importatori di tutti i prodotti OGM dovranno registrare presso le autorità governative competenti le merci. Il governo potrà proibire l’introduzione nel paese degli OGM, così registrati, dopo aver monitorato i loro effetti sull’uomo e sull’ambiente. Per i trasgressori sono previste multe di 50 mila rubli (658 euro) se trattasi di pubblici funzionari e di 500 mila rubli in caso di società.




Con l’approvazione da parte del parlamento, verrebbe quindi rafforzata l’attuale legge federale, attraverso la regolamentazione delle applicazioni dell’ingegneria genetica, l’utilizzo dei suoi derivati e le colture agricole, al fine di “ridurre al minimo i rischi per l’uomo e per l’ambiente”.

La scelta russa parrebbe sostenere quella parte di opinione pubblica che in Europa è OGM free ma che a livello istituzionale ancora fatica a farsi strada, in un’Unione Europea sempre più attratta dal TTIP, Trattato Transatlantico sul commercio e gli investimenti. Quest’ultimo, al fine di arginare la crisi economica, potrebbe presto diventare un ottimo pretesto per liberalizzare l’importazione in UE di tutti i prodotti OGM, definiti negli USA più sicuri per la persona, in netto contrasto con la decisione verso cui la Russia si sta avviando.

Fonte La Voce della Russia