Minatori del Sulcis
di Luciano Lago

Alle farsa dei burattini che recitano le parti assegnate non c’è mai fine e gli spettacoli peggiori di regola coincidono con le ricorrenze storiche: il 25 Aprile ed il 1° di Maggio in particolare. I sindacati, mentre il mondo del lavoro italiano continua a precipitare di gradino in gradino, in una caduta che sembra inarrestabile, non mancano di recitare la loro parte di manifestazioni ufficiali e concertoni in piazza per il distrarre i giovani dai problemi del lavoro che non c’è.

Le politiche economiche attuate dai governi al servizio della grande finanza hanno fatto diventare l’Italia il paese portato ad esempio nella distruzione dei diritti. In poco tempo abbiamo avuto in questo paese il sistema pensionistico più feroce del continente, con l’età pensionabile più elevata.

La nostra si avvicina sempre più ai 70 anni, mentre l’austera Germania la fa scendere a 63 e la Francia la mantiene a 60. Mentre consolidiamo 6 milioni di disoccupati, l’orario di chi un lavoro ancora ce l’ha cresce inesorabilmente.Vedi: Lavoro, tra disoccupati e sfiduciati quasi 7 milioni restano a casa

Lavoriamo quasi 200 ore all’anno più dei tedeschi e 100 in più dei francesi. I salari italiani hanno avuto la dinamica peggiore del continente, cioè son calati di più come reale potere d’acquisto e a volte anche in valori assoluti, se si fa eccezione della Grecia. Senza contare che, se si dovesse davvero definire per legge il salario minimo a 750 euro mensili, sopravanzerebbe molte regioni del nostro Mezzogiorno.

Infine con il Jobs act ci siamo guadagnati un nuovo record: abbiamo raggiunto la meta di avere il mercato del lavoro più flessibile del continente in sostituzione del vecchio, logoro e rigido Statuto dei Lavoratori, incompatibile ormai con le regole della Globalizzazione e del Grande Capitale dominante.

La libertà di licenziamento, la precarizzazione diffusa ed incentivata, il potere di degradare il lavoratore e di controllarlo a distanza, l’appalto selvaggio e le cooperative di sfruttamento, i vaucer ad orario, sono l’elenco interminabile del processo di omologazione messo in atto dagli agenti della globalizzazione, con la complicità di sindacati ed istituzioni, in violazione della stessa Costituzione. L’Italia è divenuta ormai un esempio negativo per i diritti e le lotte sociali, siamo diventati il paese crumiro d’Europa.

Trimurti sindacale a Genova
Trimurti sindacale a Genova

In Italia vige il governo della sinistra mondialista , quella che esalta il liberalismo ed i mercati aperti, e che si trova sulle posizioni di assoluta difesa degli interessi del grande capitale finanziario, della globalizzazione imposta, delle liberalizzazioni selvagge, dell’euro sistema, del multiculturalismo, dell’apertura delle frontiere all’immigrazione di massa quale mano d’opera di riserva per lo sfruttamento, nonchè di tutti i feticci della pseudocultura mondialista (dallo “ius soli” alle coppie gay, all’indifferenza di genere, ecc..).
Gli esponenti di questa classe politica euroserva non mancavano di proclamare , ad ogni piè sospinto, la necessità di modernizzare il mercato del lavoro, di adeguarlo alle direttive europee, così come la irreversibilità dell’euro e del sistema monetario in quanto connaturato “ad un mondo che è cambiato” ed accusano coloro che dissentono e chiedono il ritorno alla sovranità, di “populismo”, di vetero nazionalismo.



La sinistra mondialista utilizza gli stessi argomenti di Mario Draghi sulla “irreversibilità dell’euro”, come se che la Storia non ci avesse dimostrato che nulla è irreversibile, come non lo è stata l’Unione Sovietica e tanto meno il “Reich millenario” di Hitler . Il concetto dei cicli storici non è stato appreso dagli ex comunisti che sono ancora legati alla “irreversibilità” dei processi storici di marxiana memoria.

Da notare che I sostenitori del Jobs Act, dell’irreversibilità dell’euro, dell’abbattimento delle frontiere e della rinuncia alle sovranità nazionali, come Renzi, Napolitano, la Boldrini, Monti, Mattarella e tutti gli altri , sono gli stessi che hanno favorito il processo neocolonialista imposto dal grande capitale finanziario che ha ridotto paesi come la Grecia (ed a seguire Italia, Spagna, Portogallo ed altri paesi europei), a paesi alla mercè degli interessi delle grandi banche e corporations, mediante quegli organismi come Commissione Europea, FMI, grandi banche, che hanno privato i popoli (lavoratori salariati, piccoli commercianti, imprenditori ed artigiani) di ogni tutela sociale ed economica , creando miseria e sfruttamento in nome dei mercati aperti e della irreversibilità dell’euro.

Un governo nazionale autonomo e sovrano avrebbe avuto la funzione di opporsi all’invasione, alle politiche di austerità imposte e tutelare i propri cittadini. Questo spiega l’accanimento dei mondialisti nel sostenere l’abbattimento di ogni sovranità nazionale e la necessità di far scomparire gli Stati Nazionali, visti come un intralcio agli interessi del grande Capitale Finanziario, sempre alla ricerca di profitti che detesta ogni concetto di sovranità nazionale e di frontiere.

Tutto questo processo globalizzatore è lo stesso che ha portato all’indebitamento degli Stati, una situazione necessaria e precondizione per esautorare i governi ed affidare il controllo ad organismi sovranazionali. . Il sistema dell’euro ha imposto ai paesi con economie deboli, la svalutazione dei salari e stipendi, impoverimento del ceto medio ed il deprezzamento dei patrimoni immobiliari detenuti dai piccoli risparmiatori, creando campo libero per la multinazionali e per le finanziarie. Questo aprirà le porte all’ l’invasione delle grandi corporations, vedi il prossimo arrivo del TTIP, attirate dalle privatizzazioni e liberalizzazione dei servizi, che si sovrapporrranno in sostituzione delle aziende pubbliche e dei tessuti economici locali costituiti dalle piccole e medie imprese e dai distretti industriali.

Naturalmente il processo di neocolonizzazione è stato abilmente ammantato dalla retorica europeista e della “neo lingua”, come fattore di “progresso e della emancipazione dei lavoratori”, con il falso mito della libertà economica e dell’abbattimento delle frontiere.
Il grande apparato dei media (Megamedia) del sistema ha svolto egregiamente il suo ruolo ed ha avuto la complicità dei sindacati che non hanno mai contestato queste, che sono le cause a monte del degrado conseguente delle condizioni del lavoro e dei diritti. In pochi hanno compreso che, dietro la retorica dell’Unione Europea, una ristretta oligarchia di tecno burocrati si era impossessata di fatto del potere effettivo negli uffici di Bruxelles e di Francoforte.
Con tutta evidenza, sulle questioni che contano (industria, commercio, banche, assicurazioni, finanza, pesca, ecc.) i Parlamenti di nazioni come l’Italia, devono soltanto svolgere un ruolo di ratifica di decisioni già prese altrove. Il potere, quello effettivo viene esercitato negli uffici chiusi di Bruxelles, di Francoforte, di Londra e di New York, in modo opaco e riservato. La chiamano però “democrazia globale”. Evviva il 1° di Maggio, la Festa del Lavoro!

Fonte: www.controinformazione.info

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