BERLINO – “Le elezioni politiche in Italia con la vittoria dei populisti sono uno shock per l’Europa, ma potrebbero anche rivelarsi un colpo di fortuna – scrive oggi il quotidiano tedesco “Sueddeutsche Zeitung” -. Nel bel mezzo della discussione su un’ambiziosa euro-riforma e sui nuovi strumenti di stabilizzazione del bilancio e di finanziamento, l’esito del voto italiano e’ un campanello d’allarme: la zona euro richiede regole e istituzioni che continuino a funzionare se uno Stato membro sospende la cooperazione e fa perno su una politica irresponsabile”.

“Il dibattito sulla riforma dell’unione monetaria europea – prosegue l’articolo – ha negligentemente ignorato questa possibilita’. Finora, la preoccupazione principale e’ stata quella che la zona euro potesse essere colpita da shock esterni. Un esempio e’ stata la Brexit. Un altro scenario sono gli attacchi di panico sui mercati dei titoli di Stato innescati da eventi globali, che portano a un circolo vizioso di tassi di interesse in aumento e banche in difficolta’. Per tutti questi casi devono essere costruiti nuovi strumenti di difesa. Nuovi strumenti di finanziamento, come le “obbligazioni sicure” favorite dalla Commissione europea, dovrebbero fornire maggiore sicurezza sui mercati obbligazionari”.

“E un sistema europeo di assicurazione dei depositi e’ inteso a proteggere i sistemi bancari nazionali dagli shock di una crisi del debito sovrano nazionale. Tutte queste idee – scrive ancora il quotidiano tedesco -possono avere senso partendo dal presupposto che gli Stati della zona euro siano guidati da governi responsabili che non provocano essi stessi uno shock asimmetrico”.

“Il risultato delle elezioni italiane mette in dubbio questo presupposto. Il programma del Movimento a cinque stelle, primo partito italiano, include promesse che vanno dal reddito di cittadinanza, alle pensioni minime e ai tagli alle tasse oltre ad investimenti statali di grandi dimensioni. Se attuato in modo anche parziale – aggiunge il “Sueddeutsche Zeitung”, tale programma minaccia di scuotere la fiducia degli investitori nel futuro economico del paese”.



“Se ci fosse gia’ un Fondo monetario europeo o un sistema europeo di assicurazione dei depositi, tutti questi strumenti sarebbero attivati per prevenire una nuova capitolazione in Italia. In questo modo, le conseguenze negative delle decisioni elettorali irresponsabili sarebbero socializzate in larga misura e i risparmiatori europei diverrebbero garanti delle banche italiane”. Ma la realtà è che non c’è.

“L’Italia ha un debito pubblico di 2.300 miliardi di euro, che e’ sette volte il debito pubblico greco. Il paese e’ chiaramente troppo grande per fallire. Una bancarotta disordinata causerebbe una nuova crisi finanziaria internazionale. L’Europa dovrebbe evitare un crollo finanziario di questa economia a quasi tutti i costi. Anche le regole come il Patto di stabilita’ e crescita non offrono alcuna via d’uscita. Il patto di stabilita’ non ha funzionato per i governi italiani favorevoli all’Europa. Nessuno crede seriamente che il patto possa essere utile per un governo a Cinque stelle con il suo rifiuto programmatico della presunta dittatura di Bruxelles”.

“Pertanto – conclude l’autorevole giornale tedesco –  il quadro dell’euro deve essere sufficientemente solido per funzionare anche con i governi non cooperativi. I nuovi strumenti devono essere progettati in modo tale che la loro attivazione sia credibilmente esclusa per i paesi irresponsabili. Solo in questo modo la zona euro puo’ essere immunizzata contro i tentativi di ricatto di elettori e politici. Inoltre le banche della zona euro dovrebbero in futuro detenere solo un numero limitato di titoli di Stato. Questo limite garantirebbe che una bancarotta sovrana di un paese della zona euro non affligga anche gli altri. L’Europa ha bisogno di un’istituzione veramente indipendente e non politica che dia credibilita’ a condizioni e regole. La Commissione europea non e’ adatta a questo compito a causa del suo ruolo di moderatore e attore politico, dimostrato di nuovo ogni anno dalla sua gestione del Patto di stabilità”.

In pratica, la soluzione prospettata è quella di una zona euro di prima “classe” e un’altra marginale, sganciando di fatto l’euro da paesi come l’Italia e la Grecia. Un po’ come dire che l’Eurozona così com’è deve finire.

via Il Nord

Tratto da: www.stopeuro.news

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