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1114Kiev, 27 febbraio (PolitNovigator, Vasilij Muravizkij) —La settimana scorsa ha portato l’inizio della rapida fase di acquisizione dei residui dei beni economici dell’Ucraina. Gli americani hanno comprato il porto vicino ad  Odessa, della città di Il’ichevsk. Il nuovo azionista è diventato un fondo di private equity «Siguler Guff & Company» la sua quota il 50%.

Ora i principali asset che rappresentano una sorta di interesse in Ucraina per l’Occidente rimangono parte delle produzioni chimiche e metalmeccaniche, la terra, le ferrovie, la sfera energetica e i porti.

I porti sono molto importanti per gli Stati Uniti, dato che attraverso questi in tutto il mondo gli americani controllano i flussi commerciali. Il controllo dei porti chiave è una lotta geostrategica per il primato economico contro la Cina.

In questo modo gli Stati Uniti controllano i canali di Suez e Panama attraverso i quali si trasportano le merci dalla Cina in Europa. Il controllo di Il’ichevsk è il controllo dei tentativi di ricostruire, da parte cinese, della «la via della seta» via terra fino in Europa.

Ricordiamo come nel periodo dell’apice dell’Euromajdan , un anno fa, Janukovich firmò un contratto con la Cina per la costruzione di un porto in acque profonde in Crimea, subito dopo, per qualche motivo, a Kiev si aggravarono drammaticamente le proteste entrando nella fase degli scontri.

In Ucraina esistono due grandi porti progettati per l’esportazione di acciaio e prodotti della grande industria meccanica: si tratta, attenzione, di Il’ichevsk e… Mariupol.

Il controllo di Kiev su Mariupol sembra temporaneo e solo un uomo ingenuo non può capire questo. Quindi, l’acquisto di porto di Il’ichevsk, il controllo sulle rimanenti esportazione ucraine dell’industria meccanica, dell’industria siderurgica come anche delle fornitura di carbone in Ucraina da cui dipende il funzionamento delle centrali termoelettriche ucraine.



Ecco uno spot consegna degli interessi del governo ucraino, grazie al governo raiders (razziatori ndt) Jazenjuk-Jares’ko.

La logica degli eventi in Ucraina è semplice: raiders stranieri hanno trovato un linguaggio comune con i raiders locali. La svalutazione della grivna è molto positiva per i raiders locali, che hanno accumulato importanti riserve di dollari ed euro. Inizieranno ad acquistare a buon mercato – un paio di volte al di sotto del valore di mercato – il patrimonio residuo. Arsenij Jazenjuk ed i ministri stranieri forniranno la legittimità dell’ultima fase di privatizzazione e svendita del paese, dopo la quale l’Ucraina diventerà un insieme di beni delle più grandi fazioni di oligarchi che avranno completamente soggiogato economicamente il popolo, che, tra l’altro, pensa che «ha trovato la libertà».

Del resto abbiamo scritto a questo proposito di gran lunga in anticipo, subito dopo la nomina degli emissari stranieri Jares’ko, Ambromavichusa e Kvitavshili con la squadra di georgiani in un governo di coalizione vincente l’euromajdan. Lo schema di svendita del paese e la totale distruzione del sistema di governo era stata chiaramente descritta da noi.

Lo Stato «Ucraina» come sistema e strutture sarà eliminato definitivamente nel giro di sei mesi, un anno. Se negli anni ’90 si è parlato di privatizzazione delle imprese, ora si tratta di denazionalizzare interi settori e aree della vita.

Se ciò che è stato pianificato riuscirà ad essere realizzato, nella forma l’Ucraina rimarrà, ci sarà sulla carta geografica, ma in realtà non lo sarà più.

A proposito, un processo simile è già successo in Libia, dove ora sono quattro le unità territoriali in guerra tra di loro.

 

http://www.politnavigator.net/rasprodazha-ukrainy-ssha-nachalas-pervyjj-lot-port-pod-odessojj.html

Tradotto: Ennio Bordato

Fonte comunicati.russia.it

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