Vitamina D. Credits: pikist.com
Vitamina D. Credits: pikist.com

Passati praticamente sei mesi dall’inizio della pandemia (almeno in Italia), la comunità scientifica sta iniziando a conoscere meglio il COVID-19. Già dalle prime settimane era stata evidenziata l’importanza della Vitamina D nella prevenzione del nuovo coronavirus: uno studio scientifico dettagliato e pubblicato su rivista ha confermato come la carenza della stessa sia un fattore di rischio per i positivi.

L’importanza della Vitamina D

Per ora sappiamo che l’età avanzata, oltre a patologie come diabete e ipertensione, possono risultare fatali per chi si ammala gravemente. La carenza di vitamina D, dunque qualcosa di oggettivamente difficile da notare ad occhio nudo, si aggiunge alla lista dei fattori che possono portare il paziente positivo al COVID a sviluppare sintomi gravi, talvolta perfino letali.

Chi, al contrario, ha livelli più alti di vitamina nel proprio organismo rischia meno di ammalarsi gravemente. Lo studio è stato portato avanti da un team di medici statunitensi che hanno analizzato le cartelle cliniche di 500 pazienti.

SEGUICI SENZA CENSURE SU TELEGRAM E SU VK

Risparmieremo ai nostri lettori i dettagli tecnici, che tuttavia possono essere letti nell’articolo di Fanpage linkato a fine articolo. In estrema sintesi il dato rilevante è quello relativo al rischio di contrarre il coronavirus: chi è carente di vitamina D, è stato calcolato, corre un rischio di 1.77 volte superiore di ammalarsi. I risultati degli studi in oggetto sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica “Jama Open Network”.

Quanto raccolto dagli studiosi di Chicago conferma in sostanza le conclusioni di due importanti analoghi studi europei.

Un team britannico, infatti, aveva riscontrato un tasso di decessi superiore nelle popolazioni con vitamina D carente.

Qualcosa di molto simile era stato oggetto di studi dell’Accademia di Torino e dell’Università del capoluogo piemontese. I professori Giancarlo Isaia ed Enzo Medico, insieme ai loro team, avevano rilevato come i pazienti ricoverati in ospedale per COVID nella capitale sabauda avessero una “elevatissima prevalenza di Ipovitaminosi D”.

Fonte: scienze.fanpage.it