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di Daniele Di Luciano

Scie chimiche: sempre più persone ne parlano, nonostante i debunker – disperati e patetici – che continuano ad urlare “bufala!”. Questa volta tocca ad un ex Ministro delle Risorse agricole.

Adriana Poli Bortone, leggiamo su Wikipedia, ha avuto una lunga carriera: durante il mandato come Deputato al Parlamento italiano è stata capogruppo in Commissione Cultura, componente della Commissione di Vigilanza RAI, Vicepresidente della Commissione speciale per le Telecomunicazioni, Vicepresidente della commissione d’inchiesta sulla Federconsorzi; componente della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, componente della Commissione Speciale Pensioni; membro dell’esecutivo della Commissione Interparlamentare; è stata componente della Commissione Autorizzazioni a procedere e della Commissione Politiche dell’UE.

Inoltre: è stata anche responsabile delle Politiche per il Mezzogiorno, delle relazioni con le categorie produttive e del Dipartimento Agricoltura. Nel 1994 viene eletta Vicepresidente della Camera dei deputati nominata, successivamente,Ministro delle Risorse agricole, alimentari e forestali.

Ieri ha lanciato una pesante accusa dal suo profilo Facebook, che vi riportiamo:

Gli USA confessano di usare scie chimiche sul territorio italiano. Se la notizia fosse confermata avremmo tutto il diritto di chiedere se la diffusione della xylella sul territorio pugliese e salentino in particolare non sia attribuibile anche a questo fenomeno. Riflettiamo: nel tempo e’ stata distrutta la nostra agricoltura a partire dalla eliminazione del tabacco (la cui coltivazione e’ stata spostata in altre parti del mondo), della vite, ora dell’ulivo secondo una volontà‘ precisa da parte dell’Europa che, guarda caso, proprio in coincidenza con la sciagura xylella concede alla Tunisia l’importazione di quantità’ esponenziali di olio, il Ministero dell’Agricoltura italiano fa un bel piano di eradicazione degli alberi (per fortuna bloccato dalla procura di Lecce), i terreni “infetti” vengono dichiarati inedificabili per 15 anni , i referendum sulle trivellazioni vengono pressoché’ eliminati. Dalla somma di queste circostanze potrebbe venire un totale devastante. È’ fantapolitica pensare che il nostro territorio, ricco di gas nel sottosuolo e di petrolio anche nel nostro mare, per volontà’ di poteri forti sia destinato non più’ al turismo ed alla agricoltura identitaria, ma alla trivellazione “legalizzata”? Sarà’ fantapolitica, ma mi incomincia a sorgere il dubbio che xylella faccia rima con trivella.

Forse neppure queste parole serviranno a svegliare gli italiani addormentati dai siti e dai giornalisti complici di quest’avvelenamento, che ripetono da anni che si tratta di una “bufala”. Ma noi continuiamo ad essere speranzosi e condividiamo con i nostri contatti…

Fonte: www.losai.eu