di  Luciano Lago

Secondo Macron l’Italia non si trova in una crisi migratoria, anzi non esiste proprio tale crisi.
“No agli hotspot in Nordafrica, si alla creazione di punti di sbarco europei, nei quali venga gestito l’afflusso dei migranti…” Dove farli? Ma in Italia naturalmente.

Così il “galletto francese” Emmanuel Macron esordisce oggi con dichiarazioni pubbliche rilasciate a poca distanza di ore dal vertice che si terrà a Bruxelles sull’immigrazione in preparazione del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno.
Dichiarazioni che hanno il sapore di una provocazione nei confronti dell’Italia quando il neoministro degli Interni, Matteo Salvini, aveva appena finito di dire che in Italia non si accetteranno più sbarchi di navi delle ONG provenienti dalle acque libiche, sbarchi richiesti da navi battenti bandiera di altri stati.

“In Europa, più che una crisi migratoria, c’è una crisi politica scaturita da estremisti che giocano sulle paure. Ma non bisogna cedere nulla allo spirito di manipolazione o ipersemplificazione della nostra epoca”, aveva aggiunto Macron tanto per gettare altra benzina sul fuoco.

In sostanza Macron pretende che tutto resti come prima, quando in Italia c’erano i Governi di Gentiloni e di Renzi che facevano sbarcare tutti i migranti e profughi in Italia a prescindere da dove si fossero imbarcati , Libia, Tunisia, Marocco o Bangladesh pur di alimentare il traffico di migranti che rende cifre enormi alle mafie dei trafficanti, degli scafisti, delle ONG e delle Cooperative che sono in business. Un sistema che faceva contenti tutti, in particolare la Francia e la Germania, Malta e gli altri paesi che se ne lavano le mani e respingono i migranti che cerchino di passare altrove la frontiera da Ventimiglia o dal Brennero. Contento anche George Soros che provvedeva a finanziare le ONG e la deportazione dei migranti in Europa e si poteva permettere di essere ricevuto con tutti gli onori a Palazzo Chigi dal conte Gentiloni, suo estimatore.

Gentiloni tranquillizza Soros

Tuttavia con l’entrata del nuovo governo e con Salvini agli Interni,la “pacchia è finita” ed adesso la musica deve cambiare, questo però il Macron non lo vuole intendere e si sente forte, l’uomo dei Rothshild perchè sa di avere tutti i poteri forti dalla sua parte. Questo spiega le sue provocazioni continue e la sua spocchia nei confronti dell’Italia. Probabile che Macron in queste ore abbia ricevuto una telefonata diretta dalla Bonino, una lettera personale da Roberto Saviano ed un telegramma da George Soros, oltre al plauso di tutta la sinistra mondialista italiana che, scornata per la sconfitta politica nelle ultime elezioni, cerchi di rivalersi alimentando un nuovo grande “Fronte Antifascista” in Europa contro Salvini e il Governo italiano.

Non è mancata l’immediata risposta di Salvini : “l’arrogante presidente Macron a smetterla con gli insulti e a dimostrare la generosità con i fatti, aprendo i tanti porti francesi e smettendo di respingere donne, bambini e uomini a Ventimiglia”.
Inoltre, esibendo numeri e statistiche, Salvini ha ricordato al “galletto francese” dei 650.000 migranti sbarcati in italia ed ospitati negli ultimi 4 anni con i tanti miliardi spesi dall’Italia per il loro mantenimento ed ha esortato Macron ad aprire i porti francesi, smettendo di respingere donne, bambini e uomini a Ventimiglia. Se Macron con la sua arroganza pretende di trasformare l’Italia nel campo profughi d’Europa si sbaglia di grosso, ha dichairato Salvini a brutto muso.

Salvini con Fedriga

Bisogna dire che l’atteggiamento risoluto di Salvini sta avendo l’effetto di far aumentare enormemente il consenso per il suo Governo e per la Lega che di fatto è alla guida della coalizione. Le argomentazioni di Macron sono talmente insulse ed ipocrite che non fanno che accrescere il consenso di Salvini e la sua popolarità come politico che difende gli interessi nazionali del paese. Messo a contrasto con l’atteggiamento remissivo e servile dei precedenti governi, da Renzi e Gentiloni che si recavano a “baciare la pantofola” della Merkel e del Francese alle riunioni a Bruxelles, Salvini ne esce come un gigante. Quindi per Salvini ci vorrebbero non uno ma altri dieci Macron per diventare il più forte leader politico in Italia.

A Bruxelles la prossima settimana si apriranno i giochi e questa volta ci sarà da divertirsi a veder litigare tutti contro tutti. Non è escluso che sia proprio l’Italia quella che manderà definitivamente all’aria la costruzione dell’Unione Europea così come è stata architettata per favorire i forti a spese dei più deboli.

Diverso invece l’atteggiamento prudente ed accomodante della Angela Merkel , personaggio con molta più esperienza e capacità rispetto all’arrogante Macron, che sa come trattare con Salvini e Conte, mediante la vecchia arte del compromesso e della diplomazia. Non c’è niente da fare, l’esperienza e l’equilibrio in un politico non si improvvisano e, negli ambienti romani si mormorà già di quanto e stato bravo Salvini a dire la sua a “quel cazzaro del francese”.

Tratto da: www.controinformazione.info