Science: come una minoranza può cambiare le convenzioni (e le convinzioni) sociali – di Enzo Pennetta

Manipolare la società e le sue convenzioni non solo è possibile ma è anche molto facile, una ricerca condotta da Science lo dimostra.

Un po’ lo avevamo intuito ma vederlo confermare scientificamente è un’altra cosa. Modificare le convenzioni sociali non solo è possibile ma è anche relativamente facile, un recente studio pubblicato su Science condotto da Damon Centola, Joshua Becker, Devon Brackbill e Andrea Baronchelli (Annenberg School for Communication, University of Pennsylvania, Philadelphia, PA, USA, School of Engineering, University of Pennsylvania, Philadelphia, PA, USA, Department of Mathematics, City, University of London, London, UK.), è riuscito ad individuare con una buona approssimazione qual è la soglia di consenso oltre la quale la maggioranza della popolazione accetta nuove convenzioni sociali, il risultato ha indicato un valore che si attesta intorno al 25%.

Giunti alla massa critica il cambiamento si accorda con le dinamiche predette dalla Teoria delle catastrofi, elaborata negli anni ’70 dal matematico René Thom e spesso da me citata qui su CS, cioè in modo repentino.

Ma un altro elemento di interesse emerge dallo studio ed è quello relativo ad un fattore che può influire sulla soglia abbassandola sensibilmente, tale fattore si può ravvisare nella profondità della memoria dei soggetti coinvolti, in poche parole meno memoria storica hanno i soggetti e più essi sono manipolabili.

Una bassa memoria storica nelle popolazione rende quest’ultima più manipolabile, trova conferma scientifica quindi l’idea orwelliana, ma anche huxleyana, di ridurre le conoscenze storiche per rendere più manipolabile la società.

Quello che lo studio non indaga è la differenza tra la percentuale reale di popolazione che ha aderito al nuovo pensiero e quella percepita dal singolo, infatti nessuno conosce i dati sulla reale percentuale di popolazione che sostiene una certa idea sulle convenzioni, quello che ci giunge è necessariamente un riscontro filtrato dai media.

Possiamo quindi ragionevolmente pensare che se i media si orientano in una determinata direzione la soglia fatidica del 25% può manifestare il suo effetto molto prima che effettivamente la percentuale di popolazione raggiunga quel livello, quali sono dunque i margini di manipolazione della società in mano ai media?

La cifra esatta non è qui disponibile ma possiamo ritenere che sia elevata, se le trasmissioni più seguite e la stampa operano dipingendo una percentuale di consenso opportuna, il 25% circa, possiamo ritenere che quel consenso di fatto seguirà.

In questo modo è stato possibile costruire e decostruire convenzioni sociali e convinzioni in base all’opportunità indicata da chi detiene il controllo dei media.

Ma c’è un altro punto che nello studio non viene affrontato e che si può ricavare a posteriori, cosa succede se la soglia del 25% diventa possibile ottenerla da parte di chi non detiene il controllo dei grandi media?

E qui siamo ad un argomento molto attuale e cioè l’azione dell’informazione libera che passa attraverso Internet con i blog e i social, siamo di fronte ai risultati ottenuti nel caso del referendum sulla Brexit, in quello delle elezioni USA e adesso anche di quelle italiane, stiamo parlando della guerra dichiarata a questi mezzi dall’establishment cercando di convincere almeno il 25% della popolazione che esiste una minaccia chiamata “fake news” per impedire che qualcuno oltre ai media tradizionali possa provocare ondate da 25%.

Da quel che si può capire siamo in una fase in cui l’informazione alternativa ha questa capacità di raggiungere e orientare il 25% della popolazione, una cifra destinata a salire nella misura in cui saprà dimostrare di non tradire le aspettative del lettori, di riportare dati veritieri e analisi oneste, e al momento niente lascia pensare che non sarà così, l’informazione indipendente ha dunque assunto un ruolo guida e questa sua capacità è destinata a crescere. A meno che non venga impossibilitata ad agire. Fonte: Critica scientifica – Enzo Pennetta

Tratto da: www.informarexresistere.fr