Micheal Jordan. Fonte: simplistic design - flickr.com
Micheal Jordan. Fonte: simplistic design - flickr.com

Come noto, negli Stati Uniti d’America le cure mediche non sono gratis. Per poterne usufruire a prezzi relativamente sostenibili bisogna pagare un’assicurazione annuale. Che molti, purtroppo, non possono permettersi.

Ecco perché in un periodo di crisi economica e sanitaria al contempo, il gesto di Michael Jordan è da apprezzare due volte. L’ex stella del basket, infatti, ha aperto una (seconda) clinica nella città di Charlotte, stato della Carolina del Nord, dov’è nato. I pazienti sono tutti coloro che non riescono a pagare l’assicurazione medica in un periodo difficile come quello attuale.

Micheal Jordan. Fonte: simplistic design - flickr.com
Micheal Jordan. Fonte: simplistic design – flickr.com

Non è la prima volta che MJ fa gesti di filantropia: tre anni fa, sempre a Charlotte, l’ex Chicago Bulls aveva donato 7 milioni di euro per permettere a una clinica di allargarsi considerevolmente, comprando un terreno dove costruire un distaccamento in grado di ospitare più pazienti.

Quella aperta pochi giorni fa è la seconda: la prima era stata aperta circa un anno fa, quando letteralmente nessuno parlava di COVID-19.

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“Ci siamo incontrati lo scorso autunno per celebrare l’apertura della prima clinica. Chi poteva prevedere che cinque mesi dopo avremmo affrontato una pandemia globale?”, ha dichiarato l’ex cestista a Novant Health.

Proprio per questo, nei mesi scorsi, Jordan ha lavorato per far sì che ad ottobre fosse operativa una seconda clinica, un posto per curare gratuitamente le persone sprovviste di assicurazione sanitaria.

La clinica ha aperto sulla Statesville Avenue e includerà 12 sale per gli esami dei pazienti, una per i raggi X, spazi per la terapia e riabilitazione fisica e darà lavoro ad alcuni assistenti sociali clinici, presenti a tempo pieno in loco per garantire le cure.

Un bel gesto da parte di un ex campione di basket, che come molti milionari moderni “restituisce” alla collettività una parte del suo patrimonio.

Lo riporta GreenMe.