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https://www.sapereeundovere.comLONDRA – Da un po’ di tempo l’Ungheria sta facendo parlare di se per via di alcuni provvedimenti adottati che vanno contro il pensiero dominante globalista e liberista.

Tali provvedimenti seguono le regole elementari del buonsenso ma ovviamente questo da’ molto fastidio ai poteri forti globalisti i quali non tollerano che l’esecutivo ungherese possa danneggiare i loro interessi per venire incontro alle esigenze dei cittadini e protegga le piccole imprese dallo strapotere delle multinazionali.




Per loro sfortuna pero’ il partito di governo ungherese non si fa intimidire e continua ad andare controcorrente per tutelare meglio gli interessi dei suoi elettori e proprio in questi giorni ha preso un provvedimento che dovrebbe servire da esempio a tutti i politici di casa nostra.

E difatti con 116 voti a favore, 34 contrari e 25 astensioni il parlamento ungherese pochi giorni fa ha approvato una legge  che impone la chiusura ai grandi esercizi commerciali che avranno presentato fatturati in rosso per due anni consecutivi e che entrerà in vigore dal 2018.

I motivi che hanno spinto i parlamentari ungheresi ad approvare questa legge stanno nel fatto che le catene di negozi, dal capitale forte, possono permettersi di generare perdite per anni al fine di portare i prezzi al ribasso minando in tal modo le imprese locali che non sono in condizione di competere. La tecnica è nota col nome di “dumping” (




Con dumping, che è un termine di lingua inglese, si indica, nell’ambito del diritto ma il concetto deriva dalla dottrina economica, una procedura di vendita di un bene o di un servizio su di un mercato estero (nel caso specifico quello dell’Ungheria) ad un prezzo inferiore rispetto a quello di vendita (o addirittura a quello di produzione) del medesimo prodotto sul mercato di origine, ad esempio gli Stati Uniti o la Germania. Questo, al fine di danneggiare gravemente la concorrenza locale e conquistare il mercato, per poi alzare i prezzi e riprendere a guadagnare.

Grazie a questo provvedimento – invece – si introduce un meccanismo che protegge i piccoli negozi dalla competizione sleale portata avanti dalle grandi catene di distribuzione (che in Ungheria sono per lo piu’ straniere) e previene la chiusura di tante attività commerciali che tanti danni ha creato in altri paesi.

Ma questo provvedimento prevede altre interessantissime novita’.

Infatti, a partire dal 2018 tale normativa vieta  l’operatività di supermercati superiori ai 400 metri quadrati nelle zone di Budapest designate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO che includono le rive del Danubio e l’area attorno il castello di Buda. Questi centri commerciali dovranno chiudere e traslocare lontano.

Ovviamente una legge simile dovrebbe essere approvata anche in Italia dove i danni causati dall’apertura senza limiti di centri commerciali e supermercati sono evidenti a tutti coloro che vivono in quartieri pieni di negozi chiusi ma questo non accadra’ mai anche perche’ tale provvedimento danneggerebbe parecchio che varie coop che da decenni finanziano i partiti di sinistra e quindi cio’ che sta avvenendo in Ungheria nel nostro paese rimane solo un bel sogno.

GIUSEPPE DE SANTIS – Londra

Fonte www.ilnord.it