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1395E intanto un portavoce della Casa Bianca: “Il Venezuela non è una minaccia. Abbiamo un formato stabilito per gli ordini esecutivi”

 

Un gruppo di 130 personalità americane, scrive oggi su il Manifesto Geraldina Colotti, hanno unito il proprio no al decreto americano che considera il Venezuela una “minaccia alla sicurezza nazionale”. Intellettuali come Noam Chomsky, attivisti dei diritti umani e anche l’ex ministro della giustizia, Ramsey Clark, hanno invitato Obama di smetterla «di interferire nei procedimenti democratici di altri paesi mediante finanziamenti o dichiarazioni pubbliche imprudenti», e soprattutto, lo invitano a «dimostrare ai nostri vicini che gli Stati uniti possono avere relazioni di pieno rispetto della sovranità dei loro paesi».



Le otto milioni di firme raccolte nel mondo, che arriveranno a 10 milioni prima dell’importante Vertice Unasur del 10-11 aprile, hanno iniziato a raggiungere i primi obiettivi. Dopo aver dichiarato il Venezuela una “minaccia inusuale e straordinaria” nel mese di marzo, un portavoce del governo degli Stati Uniti ha “chiarito” ora che il paese in realtà non rappresenta una vera e propria minaccia per la nazione americana. La chiarezza si sa è di casa in questo periodo nel Dipartimento di stato americano.

“Gli Stati Uniti non credono che il Venezuela rappresenti una minaccia per la nostra sicurezza nazionale. Onestamente, abbiamo un formato compilato per i nostri ordini esecutivi”, ha detto il presidente Barack Obama dalla Giamaica, che ha reso una visita di Stato. In questo senso, il portavoce della Casa Bianca Ben Rhodes ha spiegato che gli aggettivi che sono stati utilizzati nel decreto sono parte del formato in cui tali documenti vengono redatti e che non passano attraverso l’approvazione del Congresso. “E ‘completamente proforma il testo che usiamo per gli ordini esecutivi per l’intero pianeta”, ha detto Rhodes.

Questa affermazione avviene a poche ore dal Vertice delle Americhe che si terrà a Panama dal 9 all’11 aprile riunione in cui si prevede che il Venezuela riceva il sostegno già espresso grande parte dell’emisfero e in cui, secondo alcune indiscrezioni della vigilia, si potrebbe discutere della possibilità di bonificare il territorio dell’America Latina delle basi americane. Un caso?

Fonte: www.lantidiplomatico.it

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