di Tyler Durden

‘Il cristianesimo è l’ultima speranza dell’Europa’ – Il premier ungherese Orban chiama ad una alleanza globale contro l’immigrazione.
Il premier ungherese Viktor Orban ha richiamato ieri ad una grande ealleanza globale contro le immigrazioni imposte dalla politica di Bruxelles, visto che il suo partito Fidez si sta preparando per la campagna delle elezioni che si terranmo l’8 Aprile in Ungheria.
Per tali elezioni Orban conta di poter ottenere una terza vittoria schiacciante sui suoi oppositori.




Popolare in patria ma sempre più in disaccordo politicamente ed economicamente con i principali paesi associati all’Unione europea, EURACTIV riferisce che Orbán ha accresciuto il suo consenso con le sue polemiche esterne, inclusi gli scontri ripetuti con l’oligarchia di Bruxelles e ultimamente con le Nazioni Unite.

Questi scontri polemici, incentrati principalmente sul problema delle migrazioni da quando il fenomeno si è accresciuto con la massa di persone che si sono riversate in Europa nel 2015, in fuga dalla guerra e dalla povertà dal Medio Oriente e dall’ Africa , si sono intensificate con l’avvicinarsi delle elezioni e Orbán si propone come un “salvatore” delle nazioni cristiane europee e della loro cultura d’origine.

“Il cristianesimo è l’ultima speranza dell’Europa”, ha detto Orbán a un pubblico di fedeli nel corso delle feste svoltesi ai piedi del castello reale di Budapest.
Con l’immigrazione di massa, specialmente dall’Africa, “i nostri peggiori incubi possono diventare realtà. L’Occidente crolla non riuscendo a vedere la relatà di una Europa sottoposta ad una invasione. ”




Orbán ha il merito ampiamente riconosciuto per aver invertito una crisi economica in Ungheria e aver controllato le sue finanze pubbliche, culminando in un ritorno al livello degli investimenti con l’azzeramento del suo debito, che era stato classificato come “spazzatura” durante la crisi economica globale del 2008.

Per ottenere questo e mantenere il potere, il primo ministro, 54 anni, ha utilizzato metodi che i suoi critici hanno definito autoritari, ed ha scelto di lottare con i partner dell’UE, specialmente quelli dell’Europa occidentale. I leader dei paesi dell’Est, in particolare in Polonia, hanno seguito il suo esempio.

Premiers del gruppo Visegrad

Il tema dell’immigrazione domina ora la sua agenda .

Orbán ha detto domenica che l’Europa si trova di fronte a una lacerazione critica tra stati nazionali dell’Est Europa e dell’Ovest, che ha definito una “zona di immigrazione, un mondo che si sta caratterizzando per la presenza di una popolazione mista che si dirige in una direzione diversa dalla nostra”.
Poiché l’Occidente vuole che l’Europa orientale segua il suo esempio, è probabile che si scatenerà una lotta sempre più dura, ha dichiarato Orban ed ha alluso ad un piano per ridisegnare l’alleanza europea sostenuta dai leader di Francia e Germania.

“Per quanto questo possa sembrare assurdo, il pericolo che affrontiamo viene dall’Occidente, dai politici di Bruxelles, Berlino e Parigi”, ha detto Orbán, provocando un forte applauso.
“Ovviamente combatteremo e useremo strumenti legali sempre più forti. Il primo di questi è la nostra legge “Stop al piano Soros”. ”

Orbán ha per anni preso di mira il finanziere/speculatore statunitense di origini ungheresi George Soros, la cui filantropia mira a rafforzare i valori liberali e globalisti delle frontiere aperte e delle società multiculturali: un anatema per Orbán, che risulta il difensore di un gruppo libero di forti Stati nazionali che rifiutano il multiculturalismo.
Il leader ungherese ha sostenuto “l’omogeneità etnica” e la cultura identitaria come valori ed ha paragonato Soros, un ebreo, ad un burattinaio che incentiva e finanzia l’immigrazione di massa verso l’Europa per minare la sua integrità culturale ed economica.

Un momento decisivo della sua premiership è arrivato nel 2015, quando la crisi migratoria ha raggiunto il picco: Orban ha ordinato di costruire una recinzione a doppio filo d’acciaio che è diventata il simbolo del sentimento anti-migrazioni in Europa.

Orbán ha anche detto che l’opposizione ungherese non ha ascoltato il richiamo della Storia quando si è opposta alla sua durezza manifestata nei confronti dei migranti.

Gli elettori hanno risposto favorevolmente e Orbán risulta chiaramente leader in testa in tutti i sondaggi.

Ungheria manifestazione nazionalista

Alleati potenti

Orbán ha combinato la questione dell’immigrazione con l’immagine di Soros, 87 anni, il cui nome è stato utilizzato in un duro disegno anti-migrante inviato mercoledì al Parlamento.
Soros, da parte sua, ha paragonato Orbán in modo sfavorevole sia ai nazisti che ai comunisti, dicendo che la sua regola evocava i toni oscuri degli anni ’30 – quando l’Ungheria era alleata con la Germania nazista – ed era più oppressiva dell’occupazione sovietica della Guerra Fredda.

Orbán ha dato un giro di vite alle organizzazioni non governative (ONG), in particolare quelle finanziate da Soros, e ha tentato di chiudere un’importante Università fondata da Soros.

Attribuendo a Soros un recente piano delle Nazioni Unite per la creazione di un piano globale per gestire la crisi migratoria, Orbán ha detto di aver previsto che potenti alleati lo avrebbero aiutato a impedire all’ONU di ungere le ruote della migrazione.

“Soros ha antagonizzato non solo noi, ma anche l’Inghilterra, il presidente Trump e anche Israele”, ha detto.

“Ovunque si voglia far accettare la migrazione c’è la mano di Soros e soci. Non funzionerà. Non siamo soli e combatteremo insieme contro questo piano… e ci riusciremo. ”

In Europa, ha citato come alleati i paesi del Gruppo Visegrad, ungheresi, la Slovacchia, la Repubblica Ceca e Polonia, il cui partito di Giustizia e Libertà (PiS) al potere risulta anche questo spesso ai ferri corti con l’Unione Europea.

Orban ha dichiarato inoltre che una vittoria per il partito di Berlusconi/Salvini nelle elezioni del 4 marzo in Italia avrebbe rafforzato il fronte nazionalista ed anti-migrazione in Europa.

“Non pensiamo che la lotta sia senza speranza, al contrario, stiamo vincendo”, ha detto Orbán.
“Il V4 (Visegrad) è solido, la Croazia è arrivata alle nostre conclusioni, l’Austria ha girato in direzione patriottica e in Baviera la CSU ha creato una primna resistenza”.

Fonte: Zero Hedge

Fonte: Traduzione: Luciano Lago per www.controinformazione.info