3504
Di Massimiliano Smeriglio

Lui è Ovidio Marras. Gli dicevano guarda Ovidio che la tua terra te la paghiamo a peso d’oro. Costruiremo a Tuerredda hotel a 5 stelle con lussuose suite per gente ricca, ne faremo una nuova Porto Cervo, dicci tu la cifra e noi te la diamo.

Ma Ovidio, pastore sardo, 85 anni di vita e di orgoglio, ha risposto che lui a Porto Cervo non è mai andato, e per la verità nemmeno sa dov’è. Ha aggiunto: guardate che io non vendo, questa è la terra di mio padre e del padre di mio padre e me la tengo e voi qui intorno non avete diritto di costruire.

Ovidio ha fatto causa, da solo, contro megagruppi immobiliari rappresentati da stuoli di avvocati.

SEGUICI SENZA CENSURE SU TELEGRAM E SU VK

Lo prendevano in giro come un vecchio scemo tignoso fuori dal tempo che si era messo contro poteri troppo forti, contro chi voleva gettare su uno degli angoli più belli e incontaminati della Sardegna una colata di cemento di 910 mila metri quadri, più o meno come un palazzo di dieci piani.

Invece Ovidio ha vinto.

Ha vinto, da solo, e definitivamente. 
Ha vinto in Cassazione. 

Non potranno costruire, E quanto di già costruito andrà buttato giù. La sua terra è salva, è la terra da dove il padre ogni giorno partiva con le bestie per il pascolo, al sole, sotto l’orgoglioso e puro vento, e a sera tornava, per un pezzo di formaggio e un tozzo di pane. Direi che con Ovidio ha vinto una certa preziosa idea di dignità, addirittura – pensate – più preziosa del denaro.

Fontewww.facebook.com

Tratto da: ilnuovomondodanielereale