Quante volte capita di trovare delle patate germogliate nel sacchetto in cucina e domandarsi se sia salutare utilizzarle? Ecco le risposte.

Patate verdi o germogliate? Meglio evitare, possono essere tossiche – È uno degli alimenti più consumati al mondo, presente in decine di ricette anche della tradizione italiana.




Ma le patate, generalmente considerate un cibo sicuro al 100%, non devono essere sottovalutate.

Secondo il BfR, l’istituto tedesco di sicurezza alimentare, quelle troppo verdi o le patate germogliate non vanno consumate. Ecco perché.

Le patate verdi oppure quelle che teniamo in casa e dopo un po’ cominciano a germogliare andrebbero buttate: possono essere tossiche.




Il BfR, che fa parte del Ministero del cibo e dell’Agricoltura tedesco, aveva riesaminato il rischio dopo il 2015, quando un’intera famiglia tedesca era stata intossicata dopo aver mangiato un piatto a base di patate.

Cosa succede alle patate germogliate. La sostanza responsabile è la solanina, un glicoalcaloide che si forma nei tuberi proprio quando assumono il colore verde.

I sintomi di una intossicazione da solanina sono nausea, vomito, mal di stomaco, diarrea e a volte anche febbre.

In casi molto rari, segnala l’istituto tedesco, possono avvenire anche perdita di coscienza, disturbi al cervello, alla respirazione e al sistema cardiovascolare.

“Negli ultimi 50 anni sono stati registrati pochi casi di intossicazione da glicoalcaloidi e nessuno ha portato alla morte”, spiega il BfR, ma è probabile che il numero reale di intossicazioni lievi sia molto più alto.

I sintomi, infatti, possono essere attribuiti a diverse cause. E quasi nessuno li associa al consumo di patate verdi.

Ad oggi non esistono dati sufficienti per poter stabilire con certezza una soglia, anche se l’istituto tedesco ha fissato in 100 milligrammi per chilo di patate fresche il limite massimo di glicoalcaloidi.

Il problema, però, è che nelle patate in vendita al pubblico questi livelli non sono noti, servirà quindi un monitoraggio specifico.

Vademecum per il consumatore: come conservare le patate. Nel frattempo il BfR ha stilato un vademecum per il consumatore.

Una serie di consigli pratici per minimizzare il rischio di intossicazione. Alcuni sono noti, altri meno.

Conservare le patate in un luogo fresco, buio e asciutto; le patate vecchie, rinsecchite o ricche di germogli, non dovrebbero essere mangiate.

Lo stesso vale per quegli snack che consistono in buccia di patate essiccata; i cosiddetti “occhi” che si formano sul tubero devono essere eliminati.

Come detto, è meglio non mangiare la buccia delle patate (consiglio che vale a maggior ragione per i bambini), ma se si decide comunque di farlo è meglio privilegiare patate fresche, biologiche e in condizioni perfette.

Non bisogna mangiare piatti a base di patate che abbiano un sapore amaro; non riutilizzare l’acqua nella quale sono state bollite le patate; l’olio nel quale si friggono deve essere cambiato regolarmente. Fonte: SoluzioniBio

Tratto da: www.informarexresistere.fr