La pet therapy è una cura innovativa che sta prendendo piede soprattutto negli ultimi anni. Una terapia non invasiva che si basa sulla relazione tra persone ed animali.
Una terapia che vede l’interazione tra persone ed i pet, tradotto in italiano animali domestici.

Sebbene l’importanza di questa terapia sia stata riconosciuta solo recentemente, la pet therapy ha una lunga storia, i primi esperimenti risalgono addirittura al 1700.




Nel 1800 questa cura fu addirittura impiegata in un ospedale psichiatrico, mettendo in relazioni soggetti schizofrenici o depressi ed animali.

Solo a metà del Novecento però viene proposta come cura efficace, grazie allo psicoterapeuta Boris Levinson e il riconoscimento ufficiale arriva nel 1960.

Levinson dimostrò che i pazienti a cui era chiesto di accudire animali domestici ottenevano interessanti risultati che si traducevano in:




  • diminuzione dell’ansia;
  • diminuzione della depressione;
  • miglioramento delle capacità relazionali;
  • diminuzione dello stress.

Come funziona

La pet therapy può essere suddivisa in tre tipologie:

  • pet therapy ludica;
  • pet therapy educativa;
  • pet therapy terapeutica.

L’approccio è diverso, in base all’età, al malessere fisico o psichico del paziente, ma l’ obiettivo è lo stesso: guidare il soggetto in un percorso di graduale guarigione.

La pet therapy attualmente viene usata in affiancamento ad altre cure per stimolare il paziente, che trae giovamento dalle reazioni positive dell’animale che accudisce.

Questa cura garantisce il raggiungimento di obiettivi fondamentali per il processo di guarigione di alcuni pazienti, essendo molto utile a:

  • stimolare il paziente a reagire;
  • stimolare le capacità motorie;
  • accrescere l’autostima;
  • migliorare le capacità comunicative e relazionali.

È logico che la relazione paziente – animali non è libera, ma mediata da operatori e specialisti con competenze differenti, che guidano e vigilano su questo rapporto, assicurandosi che siano rispettate le procedure corrette e che si raggiungano gli obiettivi prestabiliti.

E’ sicuramente un valido supporto per patologie e disturbi, più o meno gravi, nella società moderna, dallo stress alla depressione. Malattie vere e proprie, troppo spesso sottovalutate che, una cura dolce come la pet therapy, potrebbe aiutare a combattere e gestire. Dagli studi scientifici effettuati sono emersi numerosi benefici della Pet Therapy. Il contatto con l’animale rallenta il battico cardiaco e costituisce un rimedio per ridurre la pressione arteriosa; produce un miglioramento dell’autostima e favorisce il benessere e la calma. Il trattamento riesce a stimolare anche l’integrazione del soggetto nella società perché le attività sono un’occasione per relazionarsi anche ad altre persone.  Induce bambini, adulti e anziani a interagire con l’animale in modo estremamente semplice, una circostanza che contribuisce a infondere una sensazione di sicurezza e tranquillità. Le ricerche condotte fino ad ora sui soggetti disturbati, inoltre, ha evidenziato che il trattamento stimola l’intelletto e spinge ad avere maggiore cura di se stessi, attraverso le attenzioni riservate all’animale. L’approccio terapeutico migliora anche il senso personale di responsabilità e crea una forte empatia tra uomo e animale, una capacità di identificarsi con l’altro che viene poi trasferita alle relazioni con le altre persone. Viene utilizzata in caso di autismo e malattia di Alzehimer.

  • La socializzazione: il rapporto uomo–animale basandosi sulla naturalezza, la spontaneità, la fiducia, riduce notevolmente lo stato ansioso delle interazioni sociali e stimola l’individuo ad avere un atteggiamento sicuro, tranquillo, aperto alla relazione con
    altri esseri umani.
  • Il gioco: l’animale stimola l’attività ludica, oltre che l’esercizio fisico, e permette di sostenere e raggiungere obiettivi che si pone la terapia riabilitativa.
  • La responsabilizzazione: le continue richieste di attenzione da parte dell’animale autorizzano l’individuo a prendersi cura di un altro essere vivente, incitandolo verso incarichi e responsabilità favorendo i contatti interpersonali e contrastando l’isolamento.

La Pet-therapy può essere praticata con vari animali, ma spesso si preferisce   dell’ausilio di uno in particolare: il cane.
Le proprietà terapeutiche dell’amico più antico e fedele dell’uomo sono note da tempo.
Quando ci guardano con i loro teneri occhi, quando ci scodinzolano intorno felicemente appagati da una nostra semplice carezza, quando ci fanno le feste anche se siamo rimasti fuori casa solo un quarto d’ora, ecco che ci scatta dentro un amore talmente grande da non potere essere spiegato con le sole parole. Questo fortissimo legame emotivo tra uomo e cane da alcuni anni è stato preso in seria considerazione anche dalla medicina per la cura e la prevenzione delle nostre malattie.

Gli effetti benefici dei cani, ormai universalmente riconosciuti sulle persone sane, in persone portatrici di un qualche “disagio” si trasformano addirittura in effetti terapeutici. Un potere curativo che il cane offre grazie al suo amore incondizionato, al suo particolare modo di relazionarsi con l’essere umano senza condizionamenti, senza pregiudizi, senza giudizi.

Certo, il cane deve rispondere a determinate caratteristiche, ma con un buon addestramento quasi tutti sono in grado di aiutarci a stare meglio.

I cani sono in grado di leggere il linguaggio corporeo del soggetto, come l’espressione del viso e gli atteggiamenti fisici, e di percepire, attraverso le secrezioni ormonali, i diversi stati emotivi dell’uomo (ansia, sofferenza, depressione, preoccupazione, nostalgia e tristezza). A questi stati, il cane risponde con il contatto fisico, con il gioco, con le coccole, con il calore e la vicinanza.

Inoltre i cani amano giocare, facilitando nelle persone con “disagio” la riscoperta della vivacità e delle relative sensazioni benefiche, oltre alla dimensione della socialità.

Ormai molte strutture ospedaliere si valgono dell’ausilio della pet terapia, grazie al fatto del grande aiuto che fornisce per il miglioramento dello stato emotivo del paziente.

Autrice: naturopata Sara Villa

Fonte: www.naturopataonline.org

Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.
Le informazioni diffuse dal sito non intendono e non devono sostituirsi alle opinioni e alle indicazioni dei professionisti della salute che hanno in cura il lettore, l’articolo è solo a scopo informativo.