2032– Daniele Di Luciano –

Ieri abbiamo pubblicato questo breve post per mostrare ai nostri lettori a che punto siamo arrivati.




Abbiamo corso il rischio di scandalizzarvi ma forse ne è valsa la pena: migliaia di persone si sono rese conto che c’è qualcosa che non va nella società che stiamo creando. A volte le parole non bastano per descrivere la realtà e quindi mostrarvi quel video era necessario.

Ma com’era ovvio, dati i tempi che viviamo e data la propaganda che da anni tenta di normalizzare l’anormale, ci sono state anche delle persone che non hanno trovato nulla di male nel “balletto” del bambino. È solo un bambino truccato come una donna che sculetta piegato a novanta gradi ed esposto a mò di “bocconcino” (veramente un utente, che ho bannato, lo ha definito “bocconcino”).

Infine c’è un’ultima categoria di persone, quelle che urlano alla “bufala” pure in casi come questo in cui basterebbe una piccola ricerca su Google per trovare decine di fonti. Ma se chi urla alla bufala riesce a malapena a scrivere in italiano, figuriamoci se possa fare ricerche in inglese.




Quindi con questo post vogliamo aiutarvi. Digitate “young boy twerks gay pride brazil” su un motore di ricerca e leggetevi qualche risultato.

Visto? Il bambino non era al carnevale di Rio. Pensate che lo ha scritto anche il sito GayStarNews che si trattava del Gay Pride di San Paolo. Altro che “ignobile bufala omofoba”…

Suddetto sito ha anche citato un certo Ovenworthy che ha scritto: “This kid is such an inspiration! Progressives need to work together to create a whole generation of kids like this.”

Tradotto: “Questo bambino è una grande ispirazione! I progressisti devono lavorare insieme per creare un’intera generazione di bambini simili.

Lamentando poi che non tutti i commenti sono stati come quelli di Ovenworthy.

 

Se non vi bastasse v’incorporo qui sotto anche il video di un brasiliano dal titolo: “Vídeo de criança seminua fazendo movimentos sexuais em Parada Gay gera revolta“, che significa: “Il video del bambino seminudo che famovimenti sessuali al Gay Pride genera una rivolta“.

 

Una rivolta, già. Ma non in Italia. In Italia la gente pensa che quel filmato sia normale, che sia stato girato durante un carnevale, e che il travestimento non sia poi tanto diverso da quello di Zorro.

Meglio uniformarsi al pensiero unico piuttosto che correre il rischio di essere etichettati come “omofobi” o “bigotti”.

Per la cronaca: ci hanno scritto tanti omosessuali che non si sentono rappresentati dai Gay Pride e condannano filmati come quello in questione. Noi stiamo con loro. Perché saremmo noi gli “omofobi”? Perché non è “omofobo” chi la pensa diversamente da questi omosessuali (che la pensano esattamente come noi)? È ovvio che il termine “omofobia” venga utilizzato dal sistema per fare in modo che non ci si possa più indignare di fronte a situazioni del genere. Anche perché ci sono pure degli etero che hanno trovato normale il filmato. Quindi noi dovremmo essere anche “eterofobi” dato che la pensiamo diversamente…

Fonte: www.losai.eu