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Putin: “La Russia reagirà con durezza per annientare qualsiasi forza che rappresenti una minaccia alla sicurezza dei nostri soldati e delle nostre basi in Siria”

Mosca- Il Presidente russo Vladimir Putin ha ordinato di agire in forma molto dura e distruggere qualsiasi obiettivo che rappresenti una minaccia per le forze armate russe in Siria, ha detto nel corso della riunione di questo Venerdì al Ministero della Difesa.




“Voglio avvisare tutti coloro che cerchino di organizzare qualsiasi provocazione contro i nostri soldati. Abbiamo preso misure addizionali per garantire la sicurezza delle truppe russe e delle basi aeree. Questa sicurezza è stata rafforzata con nuovi complessi di aviazione e sistemi di difesa aerea”, ha dichiarato il mandatario russo Putin alla Ria Novosti.

“Tutte le operazioni aeree di attacco si realizzano con la protezione di caccia intercettori, ci sono ordini di attuare duramente e di distruggere immediatamente qualsiasi obiettivo che sia una minaccia per le nostre aggruppazioni e per le nostre infrastrutture a terra.
Le operazioni russe non sono dettate da interessi geopolitici o dal desiderio di sperimentare nuove tecnologie di armamenti. Lo scopo principale è quello di difendere la sicurezza della Federazione Russa che viene minacciata dallo Stato Islamico”, ha dichiarato.

Inoltre Putin ha riferito di aver dato ordine al Ministero della Difesa, nell’attuazione delle operazioni militari, di coordinarsi con le forze della coalizione internazionale diretta dagli Stati Uniti.
“Risulta importante cooperare con tutti quei paesi che sono realmente interessati a eliminare i gruppi terroristi e mi riferisco al collegamento per garantire la sicurezza dei voli con i posti di comando della forza aerea della coalizione internazionale diretta dagli USA”, ha indicato il presidente russo.




Nello stesso tempo Putin ha rivendicato il successo ottenuto nelle operazioni militari delle forze russe che ha consentito di cambiare la situazione in Siria: “l’intervento delle forze aereonavali russe ha permesso di infliggere gravi danni ad una buona parte delle infrastrutture dei terroristi e di distruggere molte delle postazioni, depositi e posti di comando, con oltre 4.111 attacchi aerei e con 2.300 missioni compiute. Tutto questo ha consentito l’avanzata delle forze siriane e la riconquista di una parte del territorio che era sotto controllo dei gruppi terroristi.

Nel frattempo a Damasco, il presidente siriano Bashar Al Assad ha richiesto che sia messa fine alla “esportazione” di terroristi dalla Turchia alla Siria.
“In Siria abbiamo migliaia di terorristi che appartengono a circa cento nazionalità diverse che combattono assieme agli estremisti, terroristi di Al Quaeda, dell’ISIS e di Al Nusra ed altri gruppi”, ha dichiarato Assad.

“Il primo passo che dobbiamo fare, per risolvere il problema, è quello di bloccare il flusso di questi terroristi che arrivano in Siria ed in Iraq attraverso la Turchia e certamente dobbiamo impedire il flusso del denaro saudita, wahabita, che arriva da Arabia Saudita e dal Qatar attraverso la Turchia”, ha dichiarato il mandatario siriano all’agenzia spagnola EFE.

Assad ha dichiarato inoltre che l’Esercito siriano combatte contro il terrorismo dal 2011 (inizio della crisi) e che qualsiasi lotta a questo flagello deve realizzarsi all’interno dellla Siria con l’Esercto siriano e coloro che vogliano appoggiarlo. Per ottenere la vittoria è necesario fermare il sostegno che arriva a questi gruppi terroristi.

Il presidente Assad ha anche criticato la denominata coalizione antiterrorista diretta dagli USA che non si è mai dimostrata molto seria nel voler colpire efficaciemente i terorristi e che piuttosto si è dedicata a bombardare le infrastrutture civili della Siria, come centrali idroelettriche (ad Aleppo) e centrali idriche, senza l’autorizzazione di Damasco.

Inoltre la coalizione internazionale non ha mai voluto interrompere il flusso del petrolio estratto illegalmente dai pozzi in Siria ed in Iraq e trasportato in Turchia, dove veniva rivenduto per finanziare lo Stato Islamico. Tanto meno i paesi occidentali hanno mai voluto fare pressioni sui paesi come Arabia Saudita, Qatar e Turchia per far interrompere il sostegno che questi paesi offrono ai terorristi.
Se i gruppi come l’ISIS e Al Nusra sono diventati tanto forti, questo è dovuto all’appoggio ed al finanziamento che questi gruppi hanno ottenuto da questi paesi.

Fonti: RT Actualidad     HispanTv

Fonte: Traduzione e sintesi: Luciano Lago per www.controinformazione.info