2374“Gli asset greci di maggior valore saranno trasferiti in un fondo indipendente che li monetizzerà attraverso la loro privatizzazione o altre soluzioni”
Il provocatorio e drammatico linguaggio da ultimatum adottato nelle ultime riunioni dell’Eurogruppo nei confronti della Grecia è sfociato nell’accordo annunciato ieri da Brixelles i cui due aspetti più umilianti per il popolo greco saranno il ritorno della troika ad Atene, e l’istituzione, a garanzia dei creditori, di un fondo da 50 miliardi di € dove saranno trasferiti beni pubblici greci.

Certo tale fondo non sarà domiciliato in Lussemburgo, come inizialmente previsto, ma l’Europa disporrà dei diritti di controllo e prelazione su quello che tecnicamente è proprietà greca, con Atene che consegnerà circa il 25% del PIL greco (e la sovranità) a Bruxelles.




Scrive il blog Zero Hedge: “Le autorità greche dovranno sviluppare un programma significativo e più consistente di privatizzazioni; gli asset greci di maggior valore saranno trasferiti in un fondo indipendente che li monetizzerà attraverso la loro privatizzazione o altre soluzioni. La monetizzazione degli asset sarà una delle risorse per effettuare i pagamenti delle rate del nuovo prestito del MES e produrre, nel periodo intero del prestito, risorse per un totale di 50 miliardi di euro. Metà di quelle risorse saranno utilizzate per finanziare la ricapitalizzazione delle banche; il denaro che avanzerà da questo 50 per cento sarà usato per ridurre il livello del debito rispetto al Prodotto Interno Lordo (PIL). I rimanenti 25 miliardi di euro saranno usati per nuovi investimenti. Il fondo sarà mantenuto in Grecia e sarà gestito dalle autorità greche sotto la supervisione delle autorità europee”.

Quali sono questi beni? Per la risposta basta affidarsi a Jeroen Dijsselbloem, che ha presentato il fondo così: “sarà un fondo indipendente, del valore di 50 miliardi di euro, che conterrà aerei, aeroporti, infrastrutture e certamente le banche”

In altre parole, la Grecia sarà liquidata per rimborsare i creditori. In altre parole, anche, i soldi del terzo programma di “salvataggio” non solo non raggiungeranno il popolo greco, ma la Grecia dovrà vendersi a pezzi a garanzia dei creditori.




Dijsselbloem conclude: “Questo è un bene per la Grecia, ma anche un bene per noi. Alla fine siamo quelli da cui il denaro è preso in prestito”

Non è esattamente chiaro perché questo sarebbe un bene per la Grecia. Quindi per tutti i curiosi, qui sono alcuni dei “beni “che già sono o presto saranno su “Ebay”.

Ancora una volta i Simposon avevano previsto tutto. Un caso?

E cosa dice il Fondo Monetario Internazionale di questo piano di privatizzazioni, per altro già proposto nel 2011? “Non realistico”

Fonte: www.lantidiplomatico.it