BUDAPEST – Molti imprenditori italiani stanno cercando il modo di non finire stritolati dalla macchina infernale fatta di burocrazia – tasse – disservizi – lentezze folli dello stato italiano. L’Ungheria potrebbe rappresentare la salvezza. Diamo qualche dato e qualche indicazione. Partiamo dal “Notiziario economico dell’Ambasciata d’Italia in Ungheria”: “A maggio l’indice di fiducia dell’Istituto di Ricerca GKI è salito a 1,7 punti rispetto a 0,5 punti di aprile. A maggio la fiducia delle aziende ha raggiunto 7,9 punti contro 6,4 punti di aprile. Le aspettative sono migliorate in tutti i settori oltre all’industria e al commercio, ma l’indice di fiducia nei servizi è salito al massimo degli ultimi 18 anni. La valutazione del clima affari è migliorata leggermente. La fiducia nel settore delle costruzioni è scesa leggermente da aprile, ma è rimasta vicina al risultato di marzo, il più alto degli ultimi 19 anni, vista la ripresa del settore dall’inizio dell’anno.L’indice di fiducia industriale è diminuito leggermente rispetto ad aprile. L’indice di fiducia dei consumatori di GKI è migliorato da -16,4 punti in aprile a – 16,1 in maggio. I consumatori hanno valutato la loro situazione finanziaria e la loro capacità di risparmio per il prossimo anno leggermente in rialzo rispetto al dato di aprile”.

Il clima economico, quindi, è più che favorevole. Ora, grazie a questo ottimo articolo che state per leggere, scritto da Claudia Leporatti e pubblicato da Economia.hu, sarà facile capire quanto sia conveniente, aprire una società in Ungheria. E’ un prontuario in 10 punti.

“1. Tipi di società esistenti in Ungheria- i tipi di società sono Kft., Zrt., Bt e Nyrt. Le Kft corrispondono alle Srl, Società a Responsabilità Limitata ; le Zrt sono le Spa, Società per Azioni ; le Bt sono le Sas, Società in Accomandita e le Nyirt sono le Società per Azioni Aperte. Vi sono poi le Kkt, società in nome collettivo, che non hanno personalità giuridica.

2. Esistono altre forme giuridiche che gli investitori possono scegliere. Sono gli Uffici di Rappresentanza (Kereskedelmi Képviselet) e le Filiali (Fióktelep). I primi non hanno personalità giuridica e sono indicati nel caso in cui la casa madre straniera preferisca familiarizzare con il mercato ungherese prima di un investimento importante. L’attività si limita in questi casi alla presentazione dei prodotti, alla pubblicità e al marketing, attività di negoziazione, ma non è permessa l’operatività con l’attività principale. Le Filiali dispongono invece di personalità giuridica e possono svolgere le loro attività in modo autonomo rispetto alla casa madre. Per quanto riguarda l’associazione temporanea di persone giuridiche, nel Codice Civile ungherese figura anche il Consorzio (egyesület) per il quale non è previsto alcun capitale sociale.

3. Capitale necessario. Per aprire una Kft (Srl) è obbligatorio un capitale minimo per la costituzione di 3 milioni di fiorini, per le Zrt. occorrono 5 milioni di fiorini, mentre per le Nyrt servono 20 miloni di fiorini. (N.B. il cambio euro-fiorino ungherese alla data di questo nostro articolo è 1euro = 318 fiorini ungheresi. Quindi per uan Kft equivalente a una Srl italiana il capitale da investire è di 15.723,27 fiorini ungheresi)

4. Adempimenti: la società deve nominare un contabile e un revisore dei conti (sono esonerate le società con fatturato che non ha superato la media dei 300 milioni di fiorini nei precedenti due anni e con meno di 50 dipendenti in media)

5. Entro 8 giorni dalla registrazione della società è obbligatoria l’apertura di un conto in banca.

6. Camere di Commercio: la neocostituita deve obbligatoriamente iscriversi alla Camera di Commercio di competenza.

7. Imposte: Le società sono sottoposte alI’imposta sui redditi delle società, il Tao. Devono inoltre pagare: l’Imposta comunale industriale (Ipa), l’Imposta sui redditi delle persone fisiche (Szja), I’IVA (ÁFA), l’imposta su prodotti speciali (accisa) e altri oneri e contributi previdenziali e sanitari.

8. Dal 1 gennaio 2017 l’imposta sul reddito delle società è una flat tax del 9% (prima sussistevano due scaglioni, 10% fino a 500 milioni di reddito e 19% per redditi più alti). Al momento l’Ungheria ha l’aliquota sui redditi della società più bassa d’Europa.

9. Regimi Agevolati: Si chiamano KIVA, EVA e KATA e sono 3 diversi regimi indicati per piccole società. Il regime KIVA è rivolto alle società con massimo di 25 dipendenti e fatturato annuo al di sotto dei 500 milioni di fiorini. EVA è fruibile dai singoli imprenditori, dalle Kkt, dalle Bt e dalle Kft. Il fatturato deve essere inferiore ai 25 milioni di fiorini, i soci devono essere tutti persone fisiche e non devono avere partecipazioni in altre società. Il regime EVA prevede un’unica aliquota del 37% sul fatturato lordo IVA inclusa. Con il pagamento di tale aliquota saranno adempiuti l’obblighi pagamento dell’imposta sui redditi, dell’imposta sui dividendi, dell’imposta sul valore aggiunto e dell’imposta sulle auto aziendali. Il regime KATA è rivolto ai piccoli contribuenti e prevede il versamento di un forfettario di 50mila fiorini mensili, che include l’imposta sul reddito e i contributi lavorativi. La somma si riduce alla metà se il contribuente ha anche un contratto di lavoro a tempo pieno. Se il fatturato supera i 6 milioni di fiorini allora si applica un’aliquota del 40% sul fatturato superiore ai 6 milioni.

10. Aprire una società, primi passi. Occorre inoltre presentare la domanda di registrazione della società. La domanda deve essere presentata da uno studio legale alla Corte di Registrazione. In tale sede si riceveranno la partita IVA (Adòszàm) e sia il numero statistico dal competente Ufficio di Statistica Centrale”.

Come vedete, investire in Ungheria non è poi così complicato e i vantaggi sono davvero tanti.

via Il Nazionalista

Tratto da: www.stopeuro.news