Cari amici,

a fine maggio è stato pubblicato un report di JP Morgan ripreso da Zerohedge che viene ad affrontare il tema scottante del momento: l’Italia ha interesse nel rimanere nell’area euro? Cosa avverrebbe in caso di uscita.

Iniziamo dalla fine. Il problema dell’Italia , che sta causando così tanta disoccupazione e sottoccupazione, elemento ancora più grave rispetto alla disoccupazione vera e propria e  quasi ignorato dall’ISTAT, è legato al fatto che non abbiamo ancora effettuato una sufficiente svalutazione interna. Per dirla altrimenti non siamo ancora diventati abbastanza competitivi riducendo il costo del lavoro:

Insomma il costo del nostro lavoro non viene compresso, forse perchè il costo della vota è aumentato e quindi diventa difficile forzare questa operazione, oppure perchè comunque la dinamica salariale  negli anni ’90 è stata diversa, ad esempio, da quella irlandese, per cui le paghe sono molto meno comprimibili:

 

Ora se non riusciamo a comprimere il costo del lavoro, nonostante una forte disoccupazione e sottoccupazione, per cui non riusciamo ad avere una svalutazione interna, l’unica via d’uscita è la svalutazione esterna, cioè riacquistando la possibilità di svalutare la moneta rendendo così ancora competitive, sul mercato internazionale, le nostre paghe ed i nostri costi “Di sistema” (cioè del settore pubblico) rispetto ai nostri principali competitori. Perchè se la svalutazione interna viene a colpire e devastare il settore privato, quella esterna è più giusta e pareggia tutti. Notiamo che JP Morgan afferma che il saldo target 2 negativo diventerebbe un ASSET, in mano alla banca centrale italiana, e questo è ovvio in quanto rappresenta la BASE MONETARIA che l’Italia ha trasferito all’estero.

Definito il fatto che ci conviene uscire dall’euro, secondo JP Morgan ovviamente, quali sarebbero le conseguenze.

Prima di tutto come stiamo a partite correnti ? Benino, anzi bene, con un surplus del 3% del PIL, per cui il sistema non avrebbe problemi a reperire risorse finanziarie:

Quanto rischiano i creditori? Non molto , molto meno che rispetto alla Spagna, e poi dobbiamo ricordare che l’uscita dell’Italia dall’euro non significherebbe una svalutazione Erga Omnes, verso tutti, dato che abbiamo potenti avanzi di bilancia commerciale verso l’area dollaro, ma solo verso determinate monete (essenzialmente verso un ipotetico marco):

Quindi neanche gli investitori internazionali perderebbero il sonno. Cosa succederebbe allora alle banche, soprattutto considerando il rischio di una ri-denominazione del debito italiano ? Beh il rischio c’è , ma inferiore rispetto a qualche anno fa:

Questo grazie alla BCE che ha assorbito una buona fetta del nostro debito pubblico con il QE ed al fatto che il debito è , comunque, ancora in parte in mano alle famiglie. I nostri titoli sono anche molto meno pesanti sul sistema bancario europeo rispetto a qualche anno fa, sempre  grazie alla forte presenza della BCE ed al QE. Insomma Draghi , con il “Whatever it takes”, ha posto le basi per un euroexit più dolce…..

 

Passiamo a fare un confronto con la Grecia ed analizziamo il diverso peso delle due nazioni a livello economico internazionale, per valutare gli effetti di carattere sistemico.

Il nostro sistema bancario ha un attivo molto, ma molto maggiore di quello greco, soprattutto in relazione al PIL; e questo non è dovuto al diverso peso del debito pubblico. Insomma le nostre banche sono più robuste rispetto a quelle greche.

In conclusione l’Italia avrebbe dei grossi vantaggi dall’euroexit, cioè dall’uscita dall’euro, secondo JP Morgan, perchè potrebbe risolvere il proprio problema di inflazione interna in modo semplice . Ci sarebbe un forte impatto sul sistema bancario internazionale, ma inferiore rispetto ad altri paesi in cui gli investimenti esteri sono stati più forti come la Spagna e la Francia , ma non ci sarebbe un problema nel reperimento delle risorse finanziarie dato che la bilancia dei pagamenti è in attivo. Il nostro relativo isolamento dal sistema creditizio internazionale , paradossalmente , ci sarebbe di aiuto. Ora sta agli altri paesi ed alla BCE convincerci a non fare questa scelta.

Fonte: scenarieconomici.it