Proteste contro l'euro


di  Luciano Lago

Si sono finalmente concluse le celebrazioni per i 60 anni della Unione Europea che sono state l’occasione per dare il via ad una valanga di retorica e di propaganda mediante la quale gli eurocrati si sono autocelebrati assumendo l’improbabile ruolo di “protagonisti” della “nuova rinascita europea”. il grande show dell’europeismo è andato in onda, quasi fosse stata la notte degli Oscar.




«Celebriamo la tenacia e l’intelligenza dei padri fondatori», ha dichiarato il premier Gentiloni, svolgeno il ruolo del “padrone di casa”. Il vertice della Ue, riunito in pompa magna a Roma, ha festeggiato l’anniversario dei Trattati europei, quelli che posero le basi per la nascita dell’Unione Europea.


Nella solenne e suggestiva cornice del Campidoglio i leader europei, incluso il capo degli eurocrati, Jean-Claude Juncker (eccezionalmente sobrio), hanno partecipato nella sala degli Orazi e dei Curiazi alla commemorazione solenne e alla cerimonia delle firme. Dopo le firme e le dichiarazioni di rito, tutti si sono trasferiti al Quirinale, ospiti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Alle cerimonie c’erano tutti: la “Angelona” Merkel, il francese Francois Hollande, lo spagnolo Mariano Rajoy, l’italiano Gentiloni, la polacca Beata Maria Szydło, l’ungherese Viktor Orban e tutti gli altri leaders europei. Mancava soltanto la leader britannica che si va defilando dalla UE in base al responso della maggioranza dei suoi elettori che hanno voltato le spalle all’Europa di Bruxelles, rifiutando di sottostare a quella che ormai in molti definiscono l’oligarchia dei tecnoburocrati di Bruxelles.
Naturalmente, accanto alle cerimonie formali ed ai discorsi intrisi di retorica non sono mancati i buoni propositi dei leaders europei: “faremo….rinnoveremo l’impegno, saremo determinati,…ci daremo da fare per creare una nuova Unione…, bisogna rinnovare la solidarietà……ecc..




In realtà i leaders sono consapevoli di trovarsi in una fase di profonda crisi dell’unione e di rigetto da parte di buona parte dell’opinione pubblica dei paesi europei, stretti da una crisi si cui non si vede la fine, sottoposti ad una invasone migratoria epocale ed alle prese con enormi problemi di ogni genere dalla sicurezza alla mancanza di lavoro, ecc..

Tuttavia le celebrazioni hanno visto riunirsi in buona parte personaggi come Hollande, la Merkel, Gentiloni, Rajoy, la Boldrini e gli altri che sono ormai dei politici giunti al capolinea e che in buona parte dei casi rappresentano soltanto se stessi: chi rappresenta Francois Hollande? Non certo il popolo francese che da molto tempo non lo sopporta più, gli attribuisce i più bassi indici di gradimento che mai abbia avuto un presidente in Francia e che entro un mese sarà alla scadenza del suo mandato.

Chi rappresenta Gentiloni ? Qualcuno lo ha forse mai eletto o è mai passato attraverso un suffragio popolare? Al contrario la maggioranza dell’opinione publica ha sfiduciato attraverso un referendum le proposte di riforma del Partito di Renzi e Gentiloni ed il Parlamento Italiano (eletto in modo incostituzionale secondo la Corte C.), costituito da una grande parte di personaggi che hanno cambiato casacca (come gli Alfano o i Verdini) hanno dato la fiducia ad un governo che non rappresenta la maggioranza degli italiani, pur di evitare le elezioni che sarebbero esiziali per l’attuale maggioranza.
Un discorso analogo si potrebbe fare per altri leaders riuniti a Roma e in particolare per la Angela Merkel, il personaggio che più danni ha fatto all”Europa ed alla stessa Germania con la sua politica scellerata di apertura all’invasione migratoria, assoggettamento agli interessi di Washington, sanzioni alla Russia, ricatto della Turchia, ecc.. Un altra leader ormai sul viale del tramonto che gli stessi cittadini tedeschi sono impazienti di mandare a casa.

Nel corso delle commemorazioni , aprendo la cerimonia, Gentiloni ha dichiarato solennemente :«……Abbiamo vissuto 60 anni di pace e libertà e lo dobbiamo anche al loro coraggio (dei padri fondatori)». « Ora serve a noi il coraggio di abbandonare una economia fatta di piccole logiche, con una cooperazione rafforzata che metta al centro i valori comuni. Ripartire per dare fiducia ai nostri concittadini, lunga vita alla nostra Unione Europea».
Nel luogo comune dei 60 anni di pace sbandierati come grande conquista dell’Unione, come se la pace non fosse stata garantita dalla deterrenza nucleare e dalla politica dei blocchi ( con il muro di Berlino a testimonianza), chissà perchè, gli eurocrati dimenticano sempre di menzionare la guerra nell’ex Yugoslavia, con il bombardamento su Belgrado del 1999, le stragi in Bosnia e la formazione di stati artificiali come il Kosowo. Inoltre nessuna menzione per il conflitto in Ucraina del 2014 che ancora dura in questi giorni e che ha prodotto migliaia di vittime e profughi nel cuore dell’Europa. I due conflitti sono stati una conseguenza del vassallaggio dell’Europa agli interessi degli USA e della Germania, forse per questo gli eurocrati non ne parlano.

“Abbandonare una economia fatta di piccole logiche”….? Ha detto. Bene allora Gentiloni andrebbe preso in parola e dovrebbe iniziare proprio lui a richiedere la revisione dei trattati capestro, quelli che hanno imposto il Fiscal Compact, il MES (salva banche tedesche e francesi), il divieto di fare politiche per la piena occupazione, i numerosi vincoli creati dall’Europa, la direttiva Bolkestein che mette in ginocchio il piccolo commercio, le direttive sull’agricoltura che affossano i produttori agricoli ed allevatori del sud Europa, e tante altre norme assurde della UE.
Tralasciamo poi le frasi senza senso di Jean C. Junker, il quale, con la sua retorica insopportabile ha affermato : «Dovremmo essere orgogliosi di ciò che siamo riusciti a raggiungere. Abbiamo dotato questo continente di una pace durevole e di una moneta unica. Non pensavamo di essere in grado». Frasi che si commentano da sole da parte di un rappresentante dell’oligaarchia tecno burocratica che si autocelebra e non riesce a percepire la la loro distanza dalla gente e dai popoli, distanza che si accresce ogni giorno.

I personaggi ufficiali dei governi dell’Unione non hanno parlato esplicitamente del problema dell’immigrazione/invasione, poichè non sono ormai in grado di trovare una soluzione al problema. Avrebbero potuto per un giorno allontanarsi dalla zona del centro di Roma, presidiato e ripulito per renderlo presentabile, e recarsi in una delle periferie o borgate di Roma dove regna il degrado e dove le masse di immigrati islamici la fanno da padroni del territorio. Ad esempio potevano andare a Torpignattara o a Piazza Vittorio (neanche tanto distante dal centro) a verificare come vivono i residui cittadini romani rimasti e le loro famiglie, assediatati da torme di migranti che hanno occupato ogni spazio. Dovrebbero recarsi però senza le loro scorte armate ed i loro apparati di guardie per subire le stesse aggressioni e sperimentare le stesse paure che i romani, cittadini dell’Unione, vivono tutti i giorni.

Facile fare i discorsi intrisi di retorica mentre ci si trova al riparo delle scorte armate e di un apparato di sicurezza mastodontico. Per vivere nella realtà bisogna scendere dal piedistallo ed allora gli eurocrati scoprirebbero come funziona il sistema che hanno contribuito a creare.

Allora capirebbero che non c’è molto da festeggiare.

Fonte: www.controinformazione.info