I giornalisti di RT sono riusciti a smascherare uno delle bufale peggiori della guerra in Siria: la storia del bambino definito “il simbolo della sofferenza di Aleppo” ha dichiarato la caporedattrice del canale televisivo Margarita Simonyan.

“La prossima volta porteremo con noi Christiane Amanpour e chiunque lo desideri. Solo se tutti avranno il coraggio di parlare con il bambino, Omran, e la sua famiglia” ha detto la Simonyan.

Ieri il padre di Omran Daqneesh ha detto a RT che i “Caschi Bianchi” hanno fotografato lungo il figlio prima ancora di fornirgli il primo soccorso. Ha dichiarato che la gravità delle ferite di suo figlio sono state enormemente esagerate, e che la foto è stata utilizzata a fini di lucro.



La foto ritraente Omran, salvato dalle macerie dai membri dei “Caschi Bianchi”, è apparsa sui media nell’estate del 2016. I media occidentali hanno accusato la Russia di aver condotto un raid aereo sulla casa dove viveva la famiglia del bambino ad Aleppo. Il Ministero della difesa a sua volta ha annunciato della presenza di tracce di attacchi con mine e bombole a gas, ordigni usati tipicamente dai terroristi. Il Ministero ha dichiarato che nel video i medici non hanno nessuna fretta di curare il bambino, ma cercano attentamente di tenerlo sotto l’obiettivo della telecamera.

Il capo corrispondente internazionale della CNN Christiane Amanpour durante l’intervista col il Ministro degli affari esteri Sergey Lavrov ha mostrato la foto del bambino dicendo “Questo è un crimine contro l’umanità”. Più tardi il rappresentante ufficiale del Ministero degli esteri Maria Zakharova ha proposto a Christiane Amanpour di recarsi in Siria e fare una vera intervista con Omran “e non una finta, come alla CNN sanno fare”.

“I Caschi Bianchi” sono stati più volte accusati di aver registrato video nei quali applicano il trucco alle “vittime”, dettano le “battute” e effettuano “operazioni di salvataggio” su un bambino morto.

Fonte: it.sputniknews.com

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