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Spezie benefici, uso in cucina, proprietà terapeutiche, antitumorali e cosmetiche

Anice, cannella, chiodi di garofano, cumino e curcuma.
Le spezie sono sostanze di origine vegetale che, oltre al profumo e al sapore, possiedono proprietà terapeutiche grazie al contenuto di oli essenziali. Con la parola spezie si intendono sostanze diverse: alcuni considerano spezie solo le droghe orientali, altri ritengono spezie anche le erbe aromatiche o aromi come il rosmarino, il basilico o l’origano. In realtà, le spezie si distinguono dalle erbe aromatiche perché vengono utilizzate essiccate, mentre le seconde, in genere, sono utilizzate fresche.
La lista delle spezie è veramente lunga, per citarne alcune: l’aneto, l’anice, la cannella, i chiodi di garofano, il coriandolo, il cumino, la curcuma, il dragoncello, il fieno greco, il ginepro, la liquirizia, la menta, la noce moscata, la paprica, il pepe, il peperoncino, il rafano, la santoreggia, la senape, il sesamo, la vaniglia, lo zenzero … la lista continua.
Analizziamone alcune spezie e il loro uso in cucina e per i benefici che se ne traggono.
Spezie: Anice, per crampi intestinali e gonfiori

Tra le spezie, l’anice è un digestivo, carminativo e antispasmodico: stimola l’appetito, facilita la digestione, elimina le putrefazioni e i gas intestinali. Calma i crampi intestinali e facilita il sonno. Utilizzato soprattutto per la produzione dei liquori, può essere aggiunto al pollo, al pesce e ai dolci, e i suoi semi, se masticati a fine pasto, profumano l’alito e favoriscono la digestione. Si ottengono tisane sgonfianti e digestive; esiste l’anice stellato, verde e pepato. Dosi elevate possono risultare tossiche.
Cannella: tra le spezie afrodisiache e antibatteriche naturali

La cannella tra le spezie è molto importante perchè afrodisiaca, digestiva, antinfluenzale, antibatterico naturale, antimicotica (Candida Albicans), antimicrobica, combatte il colesterolo e, recenti studi, hanno evidenziato che aiuta a regolarizzare i livelli di zuccheri nel sangue (utile per chi è affetto da diabete di tipo 2), attenuando anche il senso di fame nervosa. Per il suo contenuto in vitamine ( A, B, C, K …) è un antiossidante naturale che stimola il sistema immunitario ed aiuta in caso di raffreddore, mal di gola e diarrea. I Cinesi la tengono in grande considerazione e la consigliano per tutte le malattie causate dal freddo e per i dolori articolari. Il suo sapore è particolare, si ama o si odia, è riscaldante e in inverno una tisana alla cannella è gradevole e aiuta nelle forme influenzali. Portare a ebollizione mezzo bastoncino di cannella in 2 tazze di acqua e lasciare bollire per cinque minuti, far riposare in infusione per altri 5 minuti e bere calda; si può utilizzare anche la cannella in polvere, un cucchiaino, da aggiungere all’acqua bollente, mescolare, filtrare e bere. Fate attenzione alla qualità,  la migliore, alle quali vengono attribuite proprietà curative, è la Cannella Regina (Cinnamomum zeylanicum), proveniente da Cylon  e preferite quella in bastoncini (potete grattugiarla al momento), che mantengono l’aroma più a lungo e possono essere meno sofisticati; quella più facilmente reperibile è la Cinnamomum Cassia di provenienza cinese. La cannella viene utilizzata principalmente per le preparazioni di dolci, nelle torte di mele, nelle mele cotte ma anche nel vin brulè e nella sangria. e in Oriente, in cucina, insaporisce anche i piatti di carne e di riso. A dosaggi elevati può provocare reazioni allergiche, tachicardia, sudorazione e diarrea, controindicata in gravidanza.
Chiodi di garofano: per tonificare e stimolare la circolazione sanguigna

Chiodi di garofano. Sono digestivi, tonificanti (aiutano in caso di spossatezza), eliminano i gonfiori e i gas intestinali,  antibatterici naturali, stimolano la circolazione sanguigna, sono antiossidanti naturali e antinfiammatori per il loro contenuto in vitamine (A e C) e flavonoidi.  Possiedono proprietà anestetiche locali e analgesiche, e questo è il motivo per cui viene consigliato di masticare un chiodo di garofano e mantenerlo in bocca in caso di mal di denti. L’infuso di chiodi di garofano (potete aggiungere anche la cannella o il timo) si prepara portando 100 ml di acqua ad ebollizione, aggiungete 1 o 2 chiodi di garofano, coprite per 10 minuti e dopo filtrazione, a piacere e secondo i gusti,  aggiungere succo di limone e miele. E’ un’ottima tisana  antinfluenzale e antinfiammatorio in caso di mal di gola, nausea o digestione difficile. L’infuso viene utilizzato in caso di parassitosi intestinale e micosi della pelle (uso topico). In cucina i chiodi di garofano vengono utilizzati per il panpepato, nelle torte (ottimo con la scorza di arancia, bio,  grattugiata), nel vin brulé, ma accompagnano bene anche le zuppe e la carne. Come aromatizzante  ne basta uno. Controindicato in caso di ulcera, gastrite, in gravidanza e allattamento.
Cumino: fonte naturale di ferro che stimola la produzione di latte in gravidanza

Cumino:  Cuminum cyminum L.. I semi di cumino, simili a quelli del finocchio, tra le spezie vantano una buona fonte di ferro. Il cumino rinforza lo stomaco, è digestivo,  elimina i gonfiori intestinali, è antispasmodico in caso di coliche addominali, stimola la produzione di latte e, ricerche che necessitano di ulteriori approfondimenti, hanno evidenziato un’azione detossificante per il fegato e antitumorale per alcune forme di tumore a carico dello stomaco e del fegato. Masticare alcuni semi, combatte l’alitosi.  Per preparare una tisana si utilizzano i semi (esiste anche in polvere), un cucchiaio raso da tè in 200 ml di acqua, portare a ebollizione e lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e dolcificare con un cucchiaino di miele; i semi possono essere anche frantumati, per liberare meglio gli oli essenziali presenti, a cui potete aggiungere semi di finocchio, menta o zenzero. Non confondete il cumino vero e proprio con il carvi (cumino dei prati) che si presenta anch’esso in semi ma più scuri e piccoli. In cucina il cumino  è utilizzato come aromatizzante per piatti salati, alcuni formaggi valdostani, liquori,  zuppe , nei falafel di ceci, salse, è un componente del curry. Si possono aggiungere freschi ai minestroni, o insaporire le patate al forno anche se, al suo gusto, gli occidentali preferiscono quello del cumino dei prati. L’uso del cumino è sconsigliato in caso di patologie epatiche e per precauzione in gravidanza.
Curcuma: una tra le principali spezie alla base del Curry, dalle forti proprietà antitumorali



La Curcuma. E’ il principale ingrediente tra le spezie presenti in molti tipi di curry. Antitumorale, antidiabetica, anticolesterolo, disintossicante ed epatoprotettrice. Le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie apportano benefici in molti disturbi, come lo stress fisico e mentale, l’artrite i dolori osteoarticolari e muscolari. Ha proprietà colagoghe (stimola la secrezione della bile), con conseguente effetto depuratore sul fegato,  stimola i processi digestivi, aiuta in caso di ipertensione e colesterolo alto perché previene la coagulazione del sangue. Rafforza il sistema immunitario e alcune ricerche hanno evidenziato che il suo potere antiossidante previene l’Alzheimer e i disturbi neurovegetativi. E’ una radice della famiglia delle Zingiberaceae, come lo zenzero. Nella medicina Ayurvedica gli impacchi di curcuma,  vengono utilizzati per le malattie della pelle quali: acne, orticaria, eczemi, micosi e, come antisettico, nella disinfezione di ferite. Con la curcuma viene preparato il Golden Milk, che aiuta in caso di artrite e dolori articolari. In cucina ci si può sbizzarrire! Innanzitutto meglio specificare che, usata a crudo, a fine cottura, mantiene inalterate le sue innumerevoli virtù e con l’aggiunta di un pizzico di pepe o un grasso come l’olio, si aumenta l’assimilazione da parte dell’organismo. Detto questo, si parte dal risotto alla curcuma, chiamata zafferano d’Oriente, alle patate al forno aromatizzate, si può aggiungere alla pasta (cacio, pepe e curcuma), alla carne (straccetti di pollo rosolati in padella con olio e curcuma),  al pesce (cozze al pomodoro con curcuma), ma anche alle verdure (carote, cavolfiore …), gli spunti sono infiniti… controindicazioni. Ad alti dosaggi di curcumina, sono stati riscontrati sintomi quali nausea e diarrea. Sconsigliata a chi soffre di calcoli biliari o coliche.
Liquirizia, menta, noce moscata e pepe

Continua la panoramica sulle spezie, dopo l’anice, la cannella, i chiodi di garofano, il cumino e la curcuma, parliamo di …
Liquirizia. La liquirizia contiene diversi principi attivi, tra cui l’acido glicirrizico, che le conferiscono proprietà espettoranti in caso di tosse con catarro, calma la tosse e facilita l’espulsione del catarro. In caso di ulcera, favorisce la produzione di muco che protegge le pareti dello stomaco. Calma e protegge in caso di bruciori di stomaco e crampi intestinali, è antinfiammatoria e antivirale, emolliente e rinfrescante. In medicina cinese è da sempre utilizzata per il trattamento dei disturbi del fegato e la moderna ricerca, andando in quel senso,  ha evidenziato, probabilmente per il contenuto in antiossidanti, un  miglioramento in chi è affetto da insufficienza epatica. Esiste in tronchetti, in bastoncini (la radice), in succo, in macerato e in polvere, ed esiste anche la liquirizia deglicirrizinata, procedimento che la priva dell’acido glicirrizico che, per periodi prolungati di assunzione, può provocare ritenzione di liquidi e aumentare la pressione arteriosa, quindi attenzione agli ipertesi e in caso di malattie del cuore, insufficienza renale, ipopotassiemia o uso di farmaci (consultare il medico). Una bevanda rinfrescante, da tenere in frigorifero in estate, si può produrre mettendo a macerare (per due o più ore) in un litro di acqua, un cucchiaio di una miscela ottenuta unendo in parti uguali: radice di liquirizia frantumata, semi di anice, semi di coriandolo e due foglie di menta. Dolcificate con miele e tenete in fresco nel frigorifero. In cucina l’utilizzo più noto della liquirizia è quello nei dolciumi (famose rotelle!), nei liquori e nelle bevande, ma se volete osare, potete abbinarla al limone nella preparazione di un insolito risotto oppure con la carne o col pesce.
Menta, per allieviare i dolori addominali e menstruali

Menta. Aiuta la digestione e stimola la secrezione della bile alleviando i dolori addominali. Rilassa le pareti intestinali e dell’utero, quindi è utile per sedare i dolori mestruali e addominali. Per i dolori muscolari svolge un’azione analgesica e antispastica. Consumatela fresca, si coltiva facilmente sia in vaso che nell’orto, perché le sue proprietà sono dovute agli oli essenziali che evaporano se essiccati. La specie più conosciuta è la menta piperita, ma se ne conoscono oltre 100 tipi che hanno proprietà simili. Una tisana alla menta si ottiene versando 100 ml di acqua bollente su 5 g di foglie fresche, lasciate riposare per dieci minuti e filtrate, esiste anche la tintura madre e l’olio essenziale. In cucina, la menta, insaporisce le insalate (rompetela a pezzetti con le mani, il coltello rovina l’aroma), in commercio esistono molti liquori  ed è inutile citare le caramelle. Una ricetta col riso, molto semplice e dal gusto particolare, si ottiene facendo imbiondire una cipolla nell’olio, dopo 10 minuti si aggiungono un cucchiaio raso di zucchero e 3 cucchiai di aceto di mele, continuate la cottura per altri 10 minuti, lasciate raffreddare e aggiungete il riso cotto (per 4 persone) al dente. Aggiungete 2 pomodori maturi a pezzetti e qualche fogliolina di menta fresca spezzettata grossolanamente, amalgamate il tutto e aggiustate di sale e pepe. Lasciate riposare in frigorifero e servite all’inizio del pasto in coppette guarnite con foglie di menta.  E’ considerato un antipasto. La menta è controindicata in caso di ulcera e gastrite e, in persone sensibili può provocare eccitazione e insonnia.
Noce moscata: per digestione difficile e per gas intestinali

Noce moscata, tra le spezie che Stimola la secrezione degli enzimi digestivi, utile quindi in caso di digestione difficile, elimina le fermentazioni intestinali facilitando l’espulsione dei gas intestinali, ed è anti-nausea. E’ utilizzato il suo olio essenziale in caso di dolori ai denti causati da carie. In cucina si combina bene con i piatti dolci ma viene utilizzata anche nei salumi. Una spolverata aggiunta alla salsa besciamella, o bèchamel, e nel ripieno dei ravioli ricotta e spinaci si sposa molto bene, così come sugli spinaci da soli. In polvere perde rapidamente il profumo quindi, grattugiatela a piatto pronto. E’ l’anima della salsa alla cipolla. E’ controindicata in gravidanza perché può dar luogo a contrazioni uterine e a dosi elevati può causare nausea, torpore e allucinazioni.
Tipi di spezie: pepe per stimolare l’appetito e come fonte di zinco

Pepe. In commercio tra i diversi tipi di spezie si trovano il pepe nero, il pepe bianco, il pepe verde, il pepe rosa (non appartiene alla stessa famiglia botanica), il grigio e il pepe di cayenne. I suoi principi attivi favoriscono i processi digestivi stimolando la produzione di succhi gastrici e hanno una leggera azione diuretica.  Stimola l’appetito ed è ricco di zinco. In cucina si utilizza per dare sapore a numerose preparazioni. Nei salumi viene utilizzato sia per insaporire che per conservare. Inutile dire quali e quanti sono i piatti a cui aggiungerlo: carne, pesce, ma anche dolci. Uno su tutti: il panpepato! Antico dolce dell’Italia Centrale ricco di proteine vegetali e di sali minerali, molto semplice da preparare. Come alcune spezie, il pepe va macinato al momento altrimenti perde il suo aroma, non va cotto a lungo perché tende ad assumere un sapore leggermente amaro e si disperde nella cottura in umido. Meglio macinarlo a cottura ultimata oppure, nei brodi, utilizzare il grano intero. E’ controindicato in caso di ulcera, gastrite, reflusso gastro-esofageo, colite, morbo di Crohn, diverticoli, emorroidi e ragadi anali perchè risulta irritante; in dosi eccessive il pepe può provocare infiammazioni allo stomaco e alle vie urinarie. Attenzione particolare per i bambini e gli anziani.

 

Spezie uso e proprietà terapeutiche in cucina, autore: naturopata Angela Ballarati
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Fonte: www.naturopataonline.org

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