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Greenpeace divulga documenti riservati relativi all’ultimo round negoziale tra delegazioni UE e USA sul TTIP. Il rischio di una delega in bianco di un’Europa vassalla [G. Obiso]

di Giampiero Obiso.

Il 2 maggio 2016 potrebbe segnare una svolta nella percezione europea del TTIP. È il giorno in cui vengono diffusi – su un sito appositamente messo in linea da Greenpeace – documenti riservati relativi all’ultimo round negoziale tra le delegazioni UE ed USA del TTIP, appena terminato, a quanto pare, con scarso successo.

Quello che emerge da questi documenti, è che:

1) le posizioni USA e UE sono molto lontane;

2) le tanto sbandierate garanzie della Commissione UE circa il fatto che l’accordo sarà un buon accordo, e che il sistema di garanzie proprio della legislazione europea (come il “principio di precauzione”, o la tutela dei prodotti dop o igp) non sarà smantellato o svenduto, sono solo – per dirla semplice – balle.

Questo non è un motivo per rilassarsi, perché c’è un rischio.

Il rischio è che – nell’impossibilità di raggiungere un accordo “pieno” prima delle elezioni presidenziali USA di novembre – il trattato sia comunque stipulato in forma di “accordo quadro”. Si aprirebbe così un enorme spazio per offrire deleghe in bianco: le regole di dettaglio, quelle che davvero stabiliscono cosa succede con l’approvazione del TTIP, verrebbero definite da commissioni tecniche composte da lobbisti e tecnocrati. Cioè personaggi opachi, lontani da qualsiasi attenzione dei popoli, scelti secondo metodi non soggetti a meccanismi di controllo adeguati e in spregio di qualunque idea di rappresentanza democratica dei cittadini europei. Gente che scriverebbe norme incomprensibili, sotto traccia, ma in grado di contaminare profondamente la vita economica di interi Stati.



Gli incubi che già conosciamo nelle euroburocrazie di Bruxelles sarebbero sviluppati a un livello più alto.

Tutto ciò naturalmente continua ad accadere nel clima di segretezza e mancanza di trasparenza di cui da sempre è circondato questo trattato che – ricordiamocelo bene – in quanto accordo commerciale, non avrebbe di per sé alcun motivo di essere coperto da questi strati di segreto. Non è un caso che ci sia chi definisce il nuovo sistema come una “NATO Economica”, perché si presenta con la stessa leva anti-democratica e la stessa subordinazione dell’Europa alla sponda nordamericana che conosciamo anche per l’architettura militare atlantista.

MANIFESTARE CONTRO QUESTO TRATTATO, IL PROSSIMO 7 MAGGIO, A ROMA, E’ QUINDI ANCORA PIU’ IMPORTANTE.

Di seguito i link ai primi articoli che trattano dell’argomento e di cui consigliamo la lettura:

–      Lorenzo Consoli, EuNews: Ttip, la posizione negoziale segreta americana svelata da Greenpeace.

–      Arthur Neslen, The Guardian: Leaked TTIP documents cast doubt on EU-US trade deal.

–      Letizia Pascale e Lorenzo Consoli, EuNews:Ttipleaks: ecco cosa c’è scritto nei documenti segreti.

Fonte: Megachip

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