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https://www.sapereeundovere.comDa Claudio Messora

“L’accettazione sociale delle operazioni di difesa dipende molto dal modo in cui i cittadini valutano l’importanza di destinare risorse alla difesa”. “Bisogna tenere a mente che le percezioni della società non sono sempre logiche, ma comunque hanno un’influenza profonda sulla politica e sulla distribuzione delle risorse finanziarie. L’accettazione delle operazioni di difesa probabilmente aumenta quando la percezione della sicurezza diminuisce. Se i cittadini sono scettici sulle operazioni di difesa, è probabile che le risorse finanziarie diminuiscano e l’assunzione di nuovo personale diventerà più difficile”. “Se la critica attuale alle operazioni di difesa aumenta, i politici possono subire pressioni per ridurre il loro impegno nei confronti della difesa, in questo modo riducendo le risorse finanziarie ad essa destinata”. “Al contrario, è chiaro che un nuovo attacco terroristico influenzerà fortemente l’accettazione sociale della difesa e delle operazioni di sicurezza“. “Questo rafforzerà l’industria”.




Questo il testo contenuto a pagina 76 e 77 di uno studio prodotto dalla TNO, che contiene raccomandazioni politiche, redatto allo scopo di evidenziare i fattori chiave che possano consentire all’industria e al mercato del settore della Difesa di svilupparsi in un’ottica europea.

Lo studio, che non a caso si chiama “Sviluppo di una base industriale e tecnologica della Difesa Europea“, osserva come dal punto di vista della domanda, tale “mercato” sia caratterizzato dalla dipendenza dai governi nazionali, un tipo di cliente che non solo acquista prodotti e i servizi, ma che regolamenta anche il mercato, e dunque va tenuto nella massima considerazione, se si vuole “creare con urgenza una base industriale per la Difesa Europea efficace ed efficiente, in grado di recitare un ruolo globale nel campo della difesa“.

Da qui la necessità di identificare quali siano i fattori che influenzano l’accettazione sociale delle operazioni di difesa, elencati all’inizio dell’articolo. E’ necessario che la società attenui le sue critiche, altrimenti i governi non allocano i budget, ed è chiaro che la sensazione di insicurezza che un attacco terroristico è in grado di sviluppare, rafforza l’industria.

Inoltre, purtroppo, l’avvento dell’era dell’Information and Communication Technology (internet e media) influisce sull’accettazione sociale della Difesa. “Grazie alla copertura mediatica  delle operazioni di bombardamento di Bagdad, i cittadini sono diventati altamente consapevoli degli effetti delle operazioni militari, così come le immagini di Abu Ghraib sui soldati americani coinvolti, la loro diffusione attraverso internet e la reazione dell’opinione pubblica hanno mostrato gli enormi cambiamenti occorsi nel modo in cui il pubblico si informa”. “Ma anche le immagini ampiamente disponibili sugli orrori nel Darfur, nello Zimbabwe e altre mostruosità, creano una pressione sociale sui Governi per avviare operazioni umanitarie, e sempre di più tali operazioni includono una componente che ha a che fare con la sicurezza che accresce il bisogno della Difesa”. Insomma, se non si riesce a convincere i cittadini che la guerra è cosa buona, svilupparsi nel settore degli aiuti umanitari, molto più facili da stimolare grazie alla circolazione di immagini in rete, è sempre un buon modo di tirare su soldi per l’industria della Difesa.




La TNO, autrice dello studio, è una organizzazione olandese che sviluppa conoscenza per apparati governativi e organizzazioni pubbliche. E’ stata fondata a questo scopo nel 1932 ed è la sola, nei Paesi Bassi, a dettare le politiche nel campo della Difesa, per conto del Ministero della Difesa, che non può farlo in virtù di un decreto reale. Gode a tale scopo di un Consiglio di Ricerca per la Difesa che risponde al board management, che opera sotto la guida di J.W.Kelder, un militare che ha partecipato alle operazioni Desert Shields e Desert Storm dopo l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq.

Cos’ha a che fare tutto questo con noi? Semplice: il documento della TNO è stato presentato alla Commissione Europea nella sezione “Enterprise and Industry“, ora guidata dal commissario Elżbieta Bieńkowska, e influenza le sue politiche sull’industria della Difesa.

Che gli attacchi terroristici facciano bene all’industria bellica, insomma, ora è diventato ufficiale.

Fonte www.byoblu.com