di Luciano Lago

Se dovessimo ricercare una definizione sintetica per cosa si intenda per “Ordine Globale” e potere finanziario, non sarebbe sbagliato andare a ricercare quanto scritto da acuni studiosi e teorici statunitensi, fra cui spicca per le sue teorie, scritte intorno agli anni ’60, Carroll Quigley.

Questi, che era uno docente e studioso statunitense appartenente al circolo dei consiglieri di Washington, nella sua opera “Tragedia e Speranza”, aveva scritto allora che “...Il potere del Capitalismo finanziario ha un obiettivo trascendentale che è quello di creare un sistema di controllo finanziario globale in mano ad una elite in grado di dominare il sistema politico di ogni paese e l’economia mondiale come un tutto unico”.


Questa definizione che potrebbe apparire astratta ma che corrisponde esattamente all’obiettivo attuale delle grandi centrali di potere finanziario, quelle che mirano a realizzare un ordinamento siffatto, tale che potremme definire oggi “Il Nuovo Ordine Mondiale”.

In altra parte di questi scritti, lo stesso autore sostiene che “questo sistema finanziario viene sottoposto al controllo del cartello della Banche centrali di tutto o di quasi tutto il mondo, in una forma feudale, operando in modo coordinato attraverso accordi segreti fra i componenti di una elite che si riunisce riservatamente in clubs esclusivi e circoli privati. Ogni Banca Centrale ha trovato il modo di influire sul Governo tramite la possibilità di monopolizzare i finanziamenti allo Stato, con la facoltà di manipolare il mercato valutario, determinando l’attività economica del paese ed influendo sull’assetto politico mediante l’inserimento di propri fiduciari ricompensati con denaro e carriere assicurate”.

Come si intuisce da quanto scriveva questo autore, si può facilmente comprendere quale sia il fattore chiave di controllo e di esercizio del potere di un sistema ipercapitalista, sistema travestito dalla illusoria forma democratica, che consiste nel potere di emettere moneta, incluso mediante l’esercizio dell’usura legalizzata sugli stati e dell’indebitamento permanente.

Nuovo Ordine Mondiale, secondo Rokefeller

Il cartello delle banche centrali, oggi saldamente nelle mani dell’elite finanziaria, è in grado di emettere denaro (creato dal nulla) e monopolizzare il credito attraverso il controllo degli organismi transnazionali come il FMI (Fondo Monetario Internazionale), la Banca Mondiale, la Banca dei Regolamenti, la Goldman Sachs, la JP Morgan, ed altri importanti organismi finanziari.
Di conseguenza appare evidente che oggi buona parte del mondo si trova sotto il controllo di una elite finanziaria iper-capitalista, un sistema di dominio che ha consolidato il suo potere senza dubbio a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale e con una forte accelerazione in questo processo dalla fine degli accordi di Bretton Woods avvenuta nel 1971 quando si pose fine alla convertibilità del dollaro in oro.
Con la fine della Guerra Fredda e la dissoluzione dell’URSS, venuto meno il blocco dei paesi dell’Est, il potere dominante della elite finanziaria e del suo braccio politico/militare costituito dalla supremazia degli Stati Uniti, ha trovato un nuovo sbocco nella ricerca di un predominio unipolare che si è centralizzato ancora di più attraverso l‘espansionismo militare di Washington e l’allargamento della NATO.



In pieno secolo XXI la tirannia della elite nel processo verso il Nuovo Ordine Mondiale non presenta alcun rispetto verso quelli considerati i “diritti umani” dei popoli, il diritto all’autodeterminazione, al rispetto del medioambiente, ai diritti sociali delle persone. Le nazioni ed i popoli che resistono o si oppongono a questo dominio, vengono prima o poi schiacciati attraverso gli interventi militari diretti o attraverso le guerre per procura, con la sobillazione interna e la fomentazione dei conflitti religiosi, etnici e sociali. Gli esempi dell’Iraq, della Libia, del Libano, della Siria, dello Yemen, fanno testo.

Quelli che combattono per servire il NWO

Di fronte a tutto questo sorge la necessità, avvertita da alcuni, di rompere le catene e opporsi alla tirannia mondialista/imperialista che opprime i popoli. Il percorso per la resistenza dei popoli passa attraverso la difesa della propria identità e sovranità nazionale, la riscoperta delle proprie radici e della propria storia, l’opposizione al neo-liberismo economico in nome della preminenza delle comunità sociali, organiche e solidali.

In altre parole un nazionalismo identitario non gretto ed oligarchico ma collegato all’interesse nazionale, sociale, patriottico e rivoluzionario in quanto vuole rompere con l’attuale sistema plutocratico- capitalista (basato su potere e finanza), in una visione sociale che si va a plasmare in una nuova dottrina ed un pensiero forte, attraverso la riscoperta della spiritualità e tradizione. Unità di concetto ed unità d’azione.

Le Idee non si fermano, tentano di affossarle ma queste risorgono : la risorgenza del nazionalismo nella periferia dell’Europa, in America Latina ed altrove favorisce la visione di una diversa teoria politica alternativa al liberismo globalista.

La lotta antimperialista, nella contemporaneità politica, ha assunto un carattere radicalmente patriottico, identitario, antisistemico, originato dalle rivolte nei paesi del terzo mondo, e si presenta come multipolare, antagonista rispetto all’ordine mondiale imposto da Washington.
Per fare fronte all’imperialismo aggressivo delle centrali che vogliono istaurare il Nuovo Ordine Mondiale, bisogna fare leva su un pensiero forte che riscopra la sovranità e la dignità dei popoli, l’attaccamento alle proprie radici ed alla propria cultura. Non c’è altra strada o altro percorso.

Fonte: www.controinformazione.info

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