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https://www.sapereeundovere.comIl giornalista più controverso e più gettonato della Francia, consigliere speciale del presidente siriano Bashar Assad ed ex membro del governo della Libia, Thierry Meyssan, commenta la prospettiva di adesione della Siria all’Unione doganale e all’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (OTSC).

La Russia ha sempre considerato i suoi rapporti con la Siria come rapporti con lo Stato siriano e non come un rapporto personale con Bashar Assad. Da quando è scoppiata la guerra, il presidente Putin ha più volte affermato che per quanto siano buone le sue relazioni con il presidente siriano che rappresenta una delle parti del conflitto, la Russia pensa innanziutto allo Stato siriano e al popolo della Siria che devono essere aiutati a difendere i propri interessi.




Per tutta la durata della guerra la Russia ha dato alla Siria il suo sostegno diplomatico, ponendo il veto alle decisioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU per impedire la distruzione della Siria. Al tempo stesso ha usato anche le sue forze armate. Quando in agosto 2012 gli USA hanno deciso di bombardare la Siria, come avevano già fatto in Libia, Mosca ha ordinato alla sua marina di dispiegare le navi lungo la linea costiera della Siria, dissuadendo così gli Stati Uniti dall’aggressione ormai programmata. Se gli americani decidessero di bombardare la Siria, avrebbero dovuto bombardare anche le navi russe, cosa che evidentemente non volevano fare. Tanto sappiamo che l’esercito americano non è più il più forte del mondo.

In tal modo la Russia ha sempre dato la sua copertura alla Siria. Mosca si rende conto che Bashar Assad gode di un ampio appoggio dei siriani, paragonabile a quello che i francesi diedero nel 1945, durante lo sbarco, a Charles de Gaulle seguendolo attraverso gli Champs-Élysées con un corteo di un milione di persone. Il paragone ci pare giusto. Il problema non è della dittatura come viene talvolta definito il regime siriano. È che Bashar Assad ha salvato il paese dall’aggressione esterna. Proprio per questo motivo è stato seguito dal popolo e la Russia ha creduto opportuno mandare in Siria una delegazione governativa guidata dal vice premier del governo russo Dmitry Rogozin. Della delegazione facevano parte i rappresentanti di tutti i Ministeri più importanti!

Durante le trattative con la deleglazione russa si è parlato di come la Russia poteva contribuire alla stabilizzazione nel paese, al rafforzamento della sua capacità difensiva e alla ricostruzione di quello che era stato distrutto. Sono state raggiunte alcune decisioni che ora già vengono tradotte in atto.




Per quel che riguarda l’economia, la Siria potrà diventare membro associato dell’Unione doganale a partire dal 1 gennaio 2015. Sul piano finanziario la Russia ha deciso di investire ingenti risorse nella ricostruzione della Siria. Ma non è un atto di beneficenza!

La Russia riavrà i suoi soldi, perché investendo in Siria potrà essere certa che il paese non sarà cosretto a vendere il suo suolo per la costruzione di gasdotti di transito, il che potrebbe provocare un crollo dei prezzi del gas in Europa e cambiare l’assetto geopolitico del continente. La Siria saprà resistere. C’è da notare che i lavori di ricostruzione verranno effettuati in prevalenza dalle aziende della Russia.

Passando poi agli aspetti militari, in estate il ministro della Difesa siriano verrà a Mosca per discutere la possibilità di adesione del suo paese all’OTSC e la fornitura di aiuti che servono alla Siria per farla finita definitivamente con i jihaddisti che operano nel paese. Si tratta in particolare di forniture alla Siria di varie attrezzature militari e delle tecnologie satellitari per sorveglianza dei terroristi.

Quindi, la Russia ha preso la parte della Siria e non ha mai dubitato della vittoria di Bashar Assad!

Aleksandr Artamonov

Fonte La Voce della Russia

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